Credito alle imprese, la Lombardia cambia garanzie

Marco Di NardoEconomia9 minutes ago2 Views

Quasi 20 milioni passano dal factoring a un nuovo fondo regionale. Intanto cinque Regioni lavorano con le banche a strumenti comuni: che cosa prevedono gli atti e quali passaggi mancano.

Il credito torna al centro del confronto tra le cinque Regioni del Distretto manifatturiero del Nord. Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria hanno avviato con ABI un percorso per individuare soluzioni condivise a sostegno delle imprese. In Lombardia, però, una decisione concreta è già arrivata: quasi 20 milioni di euro vengono trasferiti da una misura dedicata al factoring al nuovo Fondo di Garanzia Lombardia.

Sono due iniziative distinte, con tempi e obiettivi da leggere separatamente. Il tavolo interregionale deve ancora tradurre il confronto in strumenti operativi; il fondo lombardo ha criteri approvati, ma attende l’avviso attuativo. Per le aziende, la domanda è quanto questi interventi potranno rendere più accessibili i finanziamenti.

Quasi 20 milioni riallocati: che cosa dice la delibera

La delibera regionale XII/6951 del 19 ottobre 2026 ricostruisce la situazione di Credito Adesso Lombardia Factoring: alla verifica del 15 ottobre non risultavano operazioni finanziarie ammissibili presentate né domande in bozza.

L’atto chiude la misura e destina 19.999.824,60 euro al nuovo fondo. Le risorse vengono quindi reimpiegate. Il documento, tuttavia, non chiarisce le ragioni del mancato utilizzo del precedente intervento: attribuirlo a requisiti troppo restrittivi, scarso interesse o difficoltà di distribuzione richiederebbe ulteriori riscontri.

La distinzione è importante anche per capire quale bisogno si intende soddisfare. Il factoring, illustrato dal portale camerale WorldPass, riguarda la cessione dei crediti commerciali a un intermediario. Il mancato utilizzo di una specifica agevolazione su queste operazioni non misura, da solo, la domanda complessiva di credito delle imprese.

Il credito cresce, ma le piccole imprese restano indietro

Il rapporto della Banca d’Italia sull’economia lombarda, pubblicato a giugno 2026, mostra una ripresa diseguale. A dicembre 2025, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, i prestiti bancari alle imprese lombarde aumentavano del 2,1%. Per la manifattura, invece, diminuivano dell’1,2%.

Il divario emerge anche considerando la dimensione delle aziende: +2,9% per le medio-grandi, contro −4,5% per le piccole. Quest’ultima categoria statistica comprende società di persone e di fatto e imprese individuali con meno di 20 addetti; non coincide con l’intero universo delle PMI definito dalle regole europee.

Un aggiornamento arriva dall’elaborazione di Confartigianato pubblicata l’8 ottobre su dati della Banca d’Italia. A giugno 2026 i prestiti alle piccole imprese italiane registravano un calo annuo del 3,6%, mentre quelli al complesso delle imprese crescevano del 2,6%. In Lombardia la contrazione per le piccole realtà era dell’1,5%.

Queste percentuali descrivono l’andamento dei prestiti, non la quota di richieste respinte. Possono risentire delle domande delle aziende, dei rimborsi e delle decisioni degli intermediari: distinguere questi fattori è necessario per individuare gli ostacoli effettivi all’accesso al credito.

Fondo di Garanzia Lombardia: come funzionerà

L’Allegato A alla delibera regionale distribuisce 18 milioni di euro alle linee 1A e 1B, basate sulla riassicurazione delle garanzie rilasciate dai Confidi. Alla linea 2 vengono assegnati i restanti 1.999.824,60 euro: in questo caso i Confidi abilitati concedono direttamente finanziamenti assistiti dalla garanzia regionale.

Per la linea 2 sono previsti prestiti da 5.000 a 30.000 euro, con un massimo di 50.000 euro per start-up, imprese femminili e soggetti danneggiati da calamità naturali.

Il contributo ordinario è pari al 12% del finanziamento e viene applicato sulle ultime rate, dopo il rimborso dell’88% del capitale. Per i soggetti danneggiati da calamità naturali sale al 15%, dopo la restituzione dell’85%.

Su un prestito ordinario di 30.000 euro, il 12% corrisponde a 3.600 euro: il beneficio resta subordinato all’ammissione e al rispetto delle condizioni. Non viene anticipato all’impresa e non cancella gli interessi contrattuali. Le tre linee sono alternative per la stessa operazione.

Le domande sono già aperte?

Al controllo del 26 ottobre 2026, la pagina ufficiale del Fondo di Garanzia Lombardia rinvia ancora all’avviso attuativo, previsto entro 120 giorni dalla deliberazione. L’approvazione dei criteri non coincide dunque con l’apertura delle domande. www.regione.lombardia.it

Il sistema coinvolge i Confidi convenzionati e, secondo requisiti diversi per ciascuna linea, anche lavoratori autonomi con partita IVA. Prima di programmare un finanziamento sarà necessario verificare l’avviso, gli intermediari aderenti, i costi e le condizioni applicate.

La garanzia pubblica sostiene l’operazione, ma non equivale all’approvazione automatica del credito.

Un lavoratore di spalle interviene su un macchinario in un capannone industriale

Un lavoratore di spalle interviene su un macchinario in un capannone industriale (Fonte: Pexels)

Cinque Regioni al lavoro sulle garanzie di filiera

Il fondo lombardo precede l’incontro interregionale del 23 ottobre. Il comunicato ufficiale della Regione Emilia-Romagna riferisce l’avvio di un tavolo tecnico con ABI, con tre mesi per individuare soluzioni operative.

Tra le ipotesi figurano le garanzie di filiera, pensate per valorizzare i rapporti tra imprese capofila e fornitori. Il comunicato non annuncia, però, uno stanziamento comune o uno sportello già accessibile. Il prossimo appuntamento della Cabina di regia è previsto il 9 dicembre a Veronafiere.

Dopo i numeri del Distretto manifatturiero del Nord, la verifica dovrà spostarsi sull’efficacia degli strumenti: quante operazioni saranno presentate e ammesse, con quali importi e tempi, e quali aziende riusciranno a beneficiarne.

Resta inoltre da capire come le eventuali garanzie di filiera potranno raggiungere chi lavora per più committenti o non ha un rapporto stabile con una grande capofila. La disponibilità delle risorse è il punto di partenza; l’accessibilità del credito sarà la prova concreta.

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