Tredicesima come si calcola e quando viene pagata

Marco Di NardoEconomia6 days ago76 Views

La mensilità aggiuntiva matura durante l’anno. Importo e scadenza dipendono dalla retribuzione utile, dai periodi riconosciuti e dal contratto collettivo.

La tredicesima non è un premio deciso a fine anno dall’azienda: è una componente della retribuzione che matura durante il rapporto e viene liquidata secondo le regole applicabili. Per stimarla servono due informazioni: quale retribuzione entra nel calcolo e quanto tempo risulta utile alla maturazione. Copiare il netto dello stipendio di novembre porta spesso a una previsione sbagliata.

Da dove partire per il calcolo

La fonte da consultare è il proprio contratto collettivo, insieme agli accordi applicabili. L’Archivio nazionale del CNEL raccoglie i testi depositati; per individuare quello corretto si può seguire la nostra guida al CCNL applicato. Le disposizioni sulla mensilità aggiuntiva precisano componenti utili, assenze, frazioni di mese e pagamento.

Nello schema frequente a dodicesimi, la stima lorda è: retribuzione mensile utile × mesi maturati ÷ 12. La parola “utile” conta: rimborsi spese, prestazioni occasionali e altre voci del cedolino non possono essere sommati indistintamente. Occorre leggere la definizione adottata dal contratto.

Tre esempi per capire i ratei

Ipotizziamo una base contrattuale utile di 1.800 euro lordi, invariata per l’intero periodo, con maturazione a dodicesimi e senza assenze che la riducano.

Situazione ipotizzata Operazione Tredicesima lorda
Dodici mesi interamente utili 1.800 × 12 ÷ 12 1.800 euro
Assunzione il 1 aprile e servizio fino al 31 dicembre 1.800 × 9 ÷ 12 1.350 euro
Part-time al 50% per dodici mesi, base utile di 900 euro 900 × 12 ÷ 12 900 euro

 

Sono esempi di calcolo, non preventivi di busta paga. Se l’orario cambia durante l’anno, bisogna distinguere i periodi e la disciplina pertinente. Anche aumenti, passaggi di livello o componenti variabili richiedono la lettura del contratto: non sempre basta fare la media degli stipendi.

Non tutti i mesi parziali seguono la stessa regola

È diffusa la convinzione che bastino sempre quindici giorni per maturare un intero rateo. La soglia e il criterio non sono universali. Alcuni contratti usano dodicesimi con regole sulle frazioni; altri considerano giorni o trecentosessantacinquesimi. Per esempio, l’articolo 75 del CCNL Funzioni locali 2019–2021 pubblicato da ARAN prevede una maturazione in proporzione ai giorni. È un esempio della necessità di verificare il testo pertinente, non una regola da trasferire al settore privato.

Ferie e periodi di assenza devono essere letti separatamente. Per malattia, maternità, congedi e integrazioni salariali conta anche l’eventuale quota già ricompresa nelle prestazioni e nelle integrazioni corrisposte. Il controllo serve a evitare sia omissioni sia conteggi doppi. Un’aspettativa senza retribuzione non va trattata automaticamente come lavoro ordinario utile.

Calcolatrice e banconote in euro vicino a un computer

Calcolatrice e banconote in euro vicino a un computer (Fonte: Pexels)

Quando arriva il pagamento

Non esiste una data unica valida per tutti i dipendenti italiani. La corresponsione è normalmente collegata a dicembre e alla ricorrenza natalizia, ma la scadenza va ricavata dal CCNL e dal calendario aziendale pertinente. Se il rapporto termina prima, i ratei maturati devono essere considerati nella liquidazione delle competenze di fine rapporto.

Per il lavoro domestico esiste una disciplina specifica: l’INPS mette a disposizione un servizio dedicato al calcolo di contributi, tredicesima e ferie. Non bisogna applicare senza verifica il criterio di un impiegato mensilizzato a chi ha una retribuzione oraria o a chi lavora in modo discontinuo.

Perché il netto può essere diverso dallo stipendio

La somma lorda è soggetta alle trattenute contributive e fiscali pertinenti. Non è una mensilità esente e non esiste una percentuale netta uguale per tutti. Le modalità di applicazione delle detrazioni e del conguaglio possono contribuire a renderla diversa dallo stipendio ordinario.

Per controllare il pagamento conviene conservare cedolino, data di assunzione, variazioni d’orario e clausola contrattuale. La richiesta all’amministrazione del personale può essere precisa: base utile utilizzata, ratei riconosciuti, eventuali riduzioni e trattenute. Con questi elementi si può verificare una differenza senza affidarsi a un calcolatore generico.

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