Pontes della BCE, il ponte per la finanza digitale

Marco Di NardoEconomia6 hours ago19 Views

Pontes della BCE collega i mercati basati su registri distribuiti alla moneta di banca centrale, ma non è l’euro digitale dei cittadini.

L’espressione euro digitale indica ormai due progetti molto diversi. Da una parte c’è la moneta elettronica pensata per pagamenti di cittadini e imprese; dall’altra c’è Pontes, l’infrastruttura con cui la Banca centrale europea collega i mercati basati su registri distribuiti ai sistemi di pagamento dell’Eurosistema. Confonderli significa perdere il punto: Pontes parla soprattutto a banche, depositari e operatori finanziari.

Il progetto è operativo dal 21 settembre 2026. Consente di regolare operazioni su titoli tokenizzati usando moneta di banca centrale, cioè l’attività più sicura disponibile nel sistema dei pagamenti. Non crea un nuovo euro per il portafoglio delle famiglie e non sostituisce contanti, carte o bonifici.

Che cosa fa Pontes della BCE

Nelle infrastrutture tradizionali lo scambio di un titolo e il pagamento passano attraverso sistemi distinti, con tempi e procedure di riconciliazione. I registri distribuiti promettono di rappresentare obbligazioni e altri strumenti come token e di trasferirli in modo quasi simultaneo. Rimane però il nodo del denaro con cui chiudere l’operazione.

Pontes crea un collegamento tra piattaforme DLT e i servizi TARGET dell’Eurosistema. In questo modo il lato titoli può muoversi su una rete innovativa, mentre il pagamento finale avviene in moneta della banca centrale. Il principio è consegna contro pagamento: titolo e denaro devono passare insieme, riducendo il rischio che una parte adempia e l’altra no.

Perché interessa alle banche

Per gli intermediari la promessa è operativa: meno passaggi manuali, liquidazione più rapida e possibilità di emettere strumenti nativamente digitali. Tra i primi partecipanti figurano grandi banche e infrastrutture di mercato, segno che la sperimentazione è uscita dal laboratorio ed entra nei flussi reali.

Il vantaggio non è garantito. Le piattaforme devono dialogare tra loro, rispettare norme antiriciclaggio e offrire continuità operativa. Se ogni mercato costruisse una catena incompatibile, la tokenizzazione moltiplicherebbe i silos anziché eliminarli. Pontes prova a fornire un punto comune sul lato del regolamento monetario.

Pontes della BCE e infrastrutture digitali per i mercati finanziari

Pontes della BCE e infrastrutture digitali per i mercati finanziari (Fonte: Unsplash)

Pontes non è una stablecoin

Una stablecoin è una passività emessa da un soggetto privato e collegata, in modo più o meno robusto, a una valuta. Pontes permette invece di usare moneta della banca centrale. La differenza riguarda il rischio: nel regolamento all’ingrosso gli operatori preferiscono chiudere le posizioni in un’attività che non dipende dalla solvibilità di un emittente commerciale.

Il progetto non mette neppure denaro programmabile nelle mani della BCE per controllare come viene speso. È un’infrastruttura tecnica destinata al mercato wholesale. Le regole di un titolo tokenizzato possono essere automatizzate, ma l’euro con cui si regola resta euro di banca centrale.

Il confronto con l’euro digitale retail

L’euro digitale destinato ai cittadini sarebbe uno strumento di pagamento pubblico utilizzabile nella vita quotidiana, con temi delicati come privacy, limiti di detenzione, distribuzione tramite banche e convivenza con il contante. Il suo iter politico e legislativo è separato e l’eventuale emissione richiede una decisione specifica.

Pontes, al contrario, risponde a una domanda già presente nei mercati: come liquidare attività tokenizzate senza affidarsi a monete private. I due progetti condividono l’idea che la moneta pubblica debba restare rilevante nell’economia digitale, ma operano su piani differenti.

La posta in gioco europea

L’Europa dispone di mercati finanziari frammentati e fatica a trasformare il risparmio in capitale per le imprese. La tecnologia non risolve da sola il problema, ma può ridurre costi e rendere più semplice distribuire titoli oltre confine. Un’infrastruttura comune evita che l’innovazione dipenda interamente da reti private extraeuropee.

Il banco di prova sarà l’uso concreto: volumi, interoperabilità e risparmio di tempo. Se Pontes resterà una passerella per poche emissioni dimostrative, l’impatto sarà limitato. Se diventerà il ponte ordinario tra moneta di banca centrale e mercati tokenizzati, potrà cambiare silenziosamente il retrobottega della finanza europea.

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