
INPS e Agenzia delle entrate prevedono strumenti distinti. Il delegato entra con la propria identità, nei limiti dell’abilitazione.
Aiutare un genitore a consultare una pratica non richiede necessariamente di conoscerne la password o ricevere sul proprio telefono tutti i codici di accesso. Le deleghe digitali permettono, quando previste dal servizio, di operare per un’altra persona utilizzando la propria identità. Non esiste però un’autorizzazione unica valida automaticamente per ogni portale pubblico.
Una password consegnata a un familiare può aprire più informazioni di quelle necessarie alla singola attività. Una delega formalizzata rende invece riconoscibile chi opera e quale persona viene rappresentata, secondo le funzioni disponibili.
Prima di cercare un modulo bisogna individuare ente, servizio e operazione: consultare, presentare una domanda e modificare dati possono richiedere abilitazioni differenti. Anche la qualità di persona di fiducia va distinta da quella di tutore, amministratore di sostegno o genitore di un minore.
Il consenso informale all’aiuto non sostituisce la procedura richiesta dal portale. Se un servizio non prevede quella delega, è necessario chiedere quale canale alternativo consenta di svolgere l’adempimento correttamente.
La scheda INPS sulla delega dell’identità digitale, aggiornata nell’ottobre 2026, descrive lo strumento per chi non può usare autonomamente i servizi dell’Istituto e per le forme di rappresentanza previste.
La scheda indica che una persona può designare un solo delegato e che, ordinariamente, il delegato può ricevere l’incarico da non più di tre persone, con eccezioni per determinate figure di rappresentanza. Modalità online, in sede e casi particolari vanno verificati sulla pagina ufficiale prima della domanda.
La durata può essere indicata e la revoca segue le procedure previste. Un incarico non deve essere lasciato attivo per inerzia quando non serve più: è utile registrare per quale necessità sia stato conferito e controllarlo periodicamente con l’interessato.
La guida dell’Agenzia delle entrate all’accesso per rappresentanti e persone di fiducia descrive una procedura distinta, che può riguardare anche i servizi dell’Agenzia delle entrate-Riscossione secondo la scelta effettuata.
Il rappresentante accede con le proprie credenziali e seleziona l’utenza per cui operare. Il contribuente può designare una persona di fiducia secondo i limiti previsti; durata, rinnovo e disabilitazione non vanno presunti identici a quelli INPS. In particolare, in assenza di un termine indicato, la guida richiama la scadenza al 31 dicembre dell’anno di attivazione.
Il servizio di assistenza alla dichiarazione precompilata mostra il passaggio di cambio utenza dopo l’autenticazione. Una volta entrati, prima di inviare documenti occorre controllare nome e codice fiscale della persona per cui si sta lavorando.
Il modulo deve essere quello aggiornato dell’ente. Vanno letti documenti richiesti, modalità di presentazione e condizioni per le persone impossibilitate a recarsi in ufficio. Non è corretto inventare un’autorizzazione generica e presumere che venga accettata ovunque.
Una conversazione preliminare aiuta a chiarire quale assistenza sia desiderata. Il delegato dovrebbe sapere quali pratiche seguire, come informare l’interessato e dove conservare le ricevute. L’abilitazione tecnica non autorizza a prendere decisioni estranee all’incarico o a divulgare documenti ad altri familiari.
Quando la persona non può esprimere validamente la propria volontà, la questione non si risolve semplicemente nominando un parente nel portale. Occorre utilizzare gli strumenti di rappresentanza applicabili alla situazione, con la documentazione richiesta.

Mani su una tastiera retroilluminata (Fonte: Wikimedia)
La delega non trasferisce la password del delegante. Chi è abilitato deve utilizzare la propria identità e proteggere anche quella: un accesso compromesso può esporre le pratiche delle persone assistite.
Conviene evitare gruppi di messaggistica in cui circolino documenti integrali, dati fiscali e codici temporanei. Le ricevute possono essere archiviate in cartelle separate per persona, con accessi limitati. Il nostro articolo su App IO e servizi pubblici aiuta a distinguere strumenti e funzioni del rapporto digitale con l’amministrazione.
La gestione delle notifiche va concordata: ricevere un avviso non equivale a poter ignorare il destinatario effettivo. Le scadenze devono essere comunicate e annotate, soprattutto se il delegato assiste più persone.
È utile annotare data di attivazione, eventuale scadenza e servizio coperto. Quando cambia la persona di fiducia, bisogna verificare la chiusura della precedente abilitazione, non limitarsi a smettere di usarla.
Dopo ogni operazione rilevante conviene salvare il riepilogo e comunicarne l’esito. Una cartella con richieste inviate, protocolli e risposte permette di ricostruire il lavoro senza dover accedere ogni volta al portale.
La delega ben organizzata rende l’assistenza più chiara e controllabile: l’interessato mantiene visibilità sulle proprie pratiche e il familiare può aiutarlo senza impersonarlo attraverso le sue credenziali.






