
Il certificato di agibilità riguarda sicurezza salubrità e conformità dell’immobile vediamo quando è necessario e cosa controllare.
Il certificato di agibilità non è una semplice formalità da recuperare al momento della vendita. Serve a documentare che un edificio rispetta le condizioni previste in materia di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico, sulla base delle opere effettivamente realizzate.
Nel linguaggio comune si continua a parlare di certificato, ma oggi il riferimento centrale è la Segnalazione certificata di agibilità, o SCA, disciplinata dall’articolo 24 del Testo unico dell’edilizia. Viene presentata allo sportello unico dal titolare del permesso di costruire, da chi ha depositato la SCIA o dai loro successori e aventi causa.
La segnalazione riguarda nuove costruzioni, ricostruzioni o sopraelevazioni e interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità o risparmio energetico. La documentazione tecnica consente all’amministrazione di effettuare i controlli previsti.
In passato abitabilità e agibilità venivano associate a usi differenti dell’immobile: la prima alle abitazioni, la seconda ad altri edifici. L’evoluzione normativa ha superato questa separazione. Oggi il Testo unico utilizza il concetto unitario di agibilità e la relativa segnalazione certificata.
La distinzione può ricomparire nei documenti più vecchi. Un certificato storico di abitabilità non è per questo privo di valore, ma deve essere letto insieme ai titoli edilizi, alle eventuali modifiche successive e alla situazione reale dell’immobile.
La SCA deve essere presentata entro quindici giorni dalla conclusione dei lavori di finitura dell’intervento. Può riguardare anche singoli edifici, porzioni funzionalmente autonome o unità immobiliari, purché ricorrano le condizioni tecniche richieste dalla legge.
Tra gli allegati rientrano, secondo il caso, l’asseverazione del direttore dei lavori o di un professionista abilitato, la documentazione catastale, le dichiarazioni di conformità degli impianti e gli atti relativi alla sicurezza strutturale e all’accessibilità. L’elenco concreto va verificato presso lo sportello unico competente.

: Lista dei controlli da eseguire prima di acquistare un immobile. (Fonte: Pexels)
La mancanza dell’agibilità non rende automaticamente nullo il contratto di compravendita. Resta però un elemento sostanziale: può incidere sull’utilizzabilità del bene, sul suo valore e sulla decisione dell’acquirente. Il venditore deve fornire informazioni corrette e il notaio deve conoscere la situazione documentale.
Prima di firmare una proposta è prudente chiedere copia della SCA o del certificato precedente, verificare il protocollo comunale e affidare a un tecnico l’esame della conformità urbanistica e catastale. Agibilità, conformità edilizia e conformità catastale sono controlli collegati, ma non sono la stessa cosa.
Un documento presente negli archivi non garantisce che l’immobile sia rimasto invariato. Tramezzi spostati, verande, cambi d’uso o impianti modificati possono creare una distanza tra lo stato autorizzato e quello reale. Il controllo deve quindi partire da planimetrie, titoli edilizi e sopralluogo.
Se la documentazione manca, non conviene accontentarsi di rassicurazioni verbali. Un tecnico può ricostruire la storia urbanistica, valutare se la SCA fosse dovuta e indicare eventuali interventi o pratiche necessarie. È un costo limitato rispetto ai problemi che possono emergere dopo il rogito.
Anche chi prende una casa in affitto ha interesse a conoscere le condizioni dell’immobile. L’assenza di agibilità non produce sempre le stesse conseguenze sul contratto: occorre valutare se la casa sia concretamente utilizzabile, quali informazioni siano state fornite e quale irregolarità abbia determinato la mancanza del documento.
L’inquilino dovrebbe segnalare subito problemi di sicurezza, impianti o salubrità e conservare contratto, annunci e comunicazioni. Il proprietario, dal canto suo, non dovrebbe presentare come pienamente regolare un immobile di cui non conosce la situazione. Una verifica preventiva evita contenziosi e tutela entrambe le parti.






