Quando usare la lavastoviglie per spendere meno

Marco Di NardoAmbiente6 days ago62 Views

L’orario non basta per risparmiare con la lavastoviglie bisogna conoscere la tariffa scegliere il programma giusto e usarla a pieno carico.

Quando usare la lavastoviglie dipende prima di tutto dal contratto di energia elettrica. Con una tariffa monoraria l’orario incide poco o nulla sul prezzo della componente energia; con una tariffa multioraria può invece convenire spostare il lavaggio nelle fasce meno costose.

Quando usare la lavastoviglie per risparmiare

ARERA divide la giornata in tre fasce. La F1 va, nei giorni feriali, dalle 8 alle 19. La F2 comprende le ore 7-8 e 19-23 dal lunedì al venerdì e il sabato dalle 7 alle 23. La F3 comprende le ore notturne e tutte le ore di domenica e festivi.

Questa suddivisione non significa che dopo le 19 l’elettricità costi sempre meno. Bisogna leggere l’offerta sottoscritta e confrontare i prezzi applicati nelle diverse fasce. Alcuni contratti hanno un prezzo unico; altri aggregano F2 e F3; altri ancora prevedono condizioni differenti.

Come controllare la propria tariffa

La bolletta indica se l’offerta è monoraria o multioraria e riporta i consumi suddivisi per fascia. Il confronto va fatto sul prezzo effettivamente previsto dal contratto, non su una regola generica. Anche il Portale Consumi di ARERA permette di consultare gratuitamente lo storico della propria fornitura.

Se la differenza tra fasce è minima, l’orario produce un risparmio contenuto. In quel caso incidono di più il programma scelto, la frequenza dei lavaggi e l’efficienza dell’apparecchio.

Quanto consuma un ciclo di lavastoviglie

Il consumo cambia in base a modello, carico e programma. La nuova etichetta energetica europea indica l’energia utilizzata per 100 cicli del programma Eco e l’acqua consumata per ciclo. Per stimare il costo basta dividere i kWh per 100 e moltiplicare il risultato per il prezzo del proprio kWh.

Se l’etichetta riporta 75 kWh per 100 cicli, un ciclo standardizzato vale 0,75 kWh. Il risultato economico non coincide necessariamente con l’intero costo della bolletta, che comprende anche componenti fisse, trasporto, oneri e imposte.

Lavastoviglie aperta pronta per il programma Eco.

Lavastoviglie aperta pronta per il programma Eco. (Fonte: Pexels)

Perché il programma Eco dura più a lungo

Il programma Eco riduce l’energia necessaria lavorando a temperature più contenute e ottimizzando acqua e tempi. La durata maggiore non equivale quindi a un consumo più alto. È proprio il programma utilizzato come riferimento per l’etichetta europea delle lavastoviglie.

Per ottenere il risultato previsto bisogna caricare correttamente i cestelli, lasciare liberi i bracci irroratori e pulire il filtro. Un ciclo intensivo è utile per lo sporco difficile, ma non dovrebbe diventare la scelta automatica per ogni lavaggio.

Gli errori che aumentano i consumi

Avviare la macchina quasi vuota moltiplica il numero dei cicli. Anche sciacquare a lungo i piatti sotto l’acqua corrente può annullare una parte del vantaggio: è sufficiente eliminare i residui solidi, salvo diverse indicazioni del produttore.

Filtro sporco, calcare, dosaggio errato del detergente e stoviglie che bloccano i getti riducono l’efficacia. Il risparmio più affidabile nasce quindi da quattro scelte: pieno carico senza sovraccaricare, programma Eco, manutenzione e tariffa controllata sulla bolletta.

Risparmio economico e sostenibilità non sono la stessa cosa

Usare la lavastoviglie nella fascia più economica riduce la spesa soltanto se l’offerta prevede prezzi differenti. Non dimostra, da solo, che in quell’ora l’energia abbia un impatto ambientale inferiore: il mix di produzione e la domanda della rete cambiano nel tempo.

Per ridurre con certezza risorse ed emissioni indirette conviene concentrarsi sui consumi effettivi, scegliere un apparecchio efficiente quando deve essere sostituito e limitare i cicli inutili.

Come fare un calcolo realistico

Per confrontare due programmi bisogna annotare il consumo indicato dal manuale o dall’apparecchio e moltiplicarlo per il prezzo della componente energia applicato nella fascia scelta. Il risultato è una stima utile, non l’intera spesa del ciclo, perché la bolletta comprende quote fisse e altre componenti.

Un piccolo esperimento domestico può essere più utile di molte promesse: per un mese si registrano numero dei cicli, programma e fascia oraria, poi si confrontano i dati con il periodo precedente. Se il risparmio è minimo, conviene privilegiare organizzazione e pieno carico invece di lasciare l’elettrodomestico acceso di notte senza un reale vantaggio.

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