
Gli investimenti italiani crescono, ma la distanza tra grandi aziende e PMI si allarga. I dati Istat mostrano dove si concentra la ricerca.
La ricerca italiana avanza, ma lo fa a velocità diverse. Nel 2024 la spesa complessiva in ricerca e sviluppo ha raggiunto circa 31 miliardi di euro, il 5,6% in più rispetto all’anno precedente. Dietro il dato generale si nasconde però una divergenza: mentre le grandi imprese aumentano gli investimenti, quelle più piccole li riducono. È una differenza che riguarda la capacità delle aziende di finanziare nuovi prodotti, migliorare i processi e competere nei mercati internazionali.
Secondo Istat, nel 2024 la spesa in ricerca e sviluppo delle grandi imprese è cresciuta del 6,4%. Nelle piccole aziende con meno di 50 addetti è invece diminuita del 13,7%; nelle medie, del 5,2%. Le grandi imprese hanno sostenuto 13,3 miliardi di euro di spesa, pari al 76% del totale investito dalle imprese.
Questo squilibrio conta particolarmente in Italia, dove molte filiere si reggono su aziende di dimensioni contenute. Una piccola impresa può introdurre innovazioni senza possedere un laboratorio o registrare brevetti. La ricerca e sviluppo misurata da Istat riguarda però attività strutturate, con personale, strumenti e risorse dedicate. Se queste attività si concentrano in un numero ristretto di grandi gruppi, cresce la distanza tra chi può sperimentare stabilmente e chi deve rimandare un investimento.

Gruppo di ricercatori impegnato in attività di laboratorio (Fonte: Pexels)
La ricerca richiede tempo prima di produrre ricavi. Un progetto può fallire, cambiare direzione o avere bisogno di competenze che l’impresa non possiede al proprio interno. Una grande azienda può distribuire questo rischio fra più attività; una piccola deve spesso scegliere tra l’investimento futuro e le esigenze immediate di produzione.
I dati Istat aiutano a leggere anche il problema del finanziamento. L’autofinanziamento rimane la fonte principale per le imprese. I finanziamenti pubblici hanno un peso relativo maggiore nelle piccole aziende rispetto alle grandi, ma questo non basta, da solo, a colmare la differenza nelle risorse disponibili.
Le imprese italiane hanno investito circa 18 miliardi di euro in ricerca e sviluppo nel 2024. Oltre quattro quinti della spesa delle imprese, secondo Istat, dipendono da multinazionali a controllo italiano o estero. Il dato non sminuisce il loro contributo: mostra quanto sia importante costruire anche percorsi accessibili alle aziende indipendenti e ai fornitori delle grandi filiere.
Per capire se un incentivo funziona, allora, non basta contare le domande accolte. Bisogna chiedersi quante imprese riescano a proseguire la ricerca dopo la fine del finanziamento, quante collaborino con università e centri tecnologici e quante trasformino un progetto in produzione. È qui che la crescita complessiva della spesa dovrà dimostrare di raggiungere anche le aziende rimaste indietro.






