
Meno traffico e città più vivibili, ma per milioni di italiani l’auto resta indispensabile. I numeri di trasporti, inquinamento e incidenti raccontano questa contraddizione.
Alle otto del mattino, le città italiane si dividono tra chi attende un autobus nel traffico e chi si sposta comodamente con i mezzi pubblici. È questa la distanza tra la città che vorremmo e la realtà quotidiana della mobilità sostenibile.
Nel 2024 in Italia circolavano quasi 41,3 milioni di automobili. Secondo Istat, il nostro Paese detiene il record nell’Unione europea con 701 vetture ogni mille abitanti, a fronte di una media comunitaria di 578. Un modello di mobilità storicamente costruito intorno al mezzo privato.
Nei capoluoghi di regione e nelle aree metropolitane l’offerta di trasporto pubblico è nettamente superiore rispetto ai centri più piccoli. Tuttavia, la domanda di passeggeri resta ancora inferiore ai livelli registrati nel 2019. Chiedere ai cittadini di rinunciare all’auto ha senso solo in presenza di alternative valide ed efficienti.

Ad Amsterdam la bicicletta è parte integrante della mobilità quotidiana e dell’organizzazione dello spazio urbano.
Fonte: Wikimedia Commons – Apoikola.
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La Commissione europea definisce transport poverty la condizione di chi subisce barriere economiche e di accesso alla rete di trasporto. Una famiglia di periferia, con impegni lavorativi e familiari complessi, spesso non può fare a meno dell’automobile. La mobilità sostenibile deve essere anche sociale e accessibile a tutti.
Il settore dei trasporti continua a pesare sulle emissioni di gas serra, a differenza di altri comparti in calo. A ciò si aggiungono l’inquinamento atmosferico legato alle polveri sottili PM2.5 e l’impatto acustico, che in Europa genera costi economici elevati e gravi conseguenze sulla salute.
Camminare e pedalare apporta benefici alla salute, ma richiede infrastrutture sicure. Nel 2025 si sono registrati centinaia di migliaia di incidenti con decine di vittime tra ciclisti e utenti della micromobilità, per un costo sociale stimato da ACI e Istat superiore a 22 miliardi di euro.
La transizione ecologica non può basarsi unicamente sulle restrizioni alla circolazione o sulla sola sostituzione dei veicoli termici con quelli elettrici. Una vera città sostenibile garantisce alternative concrete, offrendo ai cittadini la reale libertà di scegliere come muoversi.






