Marocco, la premier El-Mansouri e i cantieri per il 2030

Marco Di NardoAttualità1 week ago187 Views

La nomina di El-Mansouri apre una nuova fase per il Marocco: investimenti verso il 2030, ruolo della monarchia e rapporti con l’Europa.

Fatima Ezzahra El-Mansouri è stata nominata capo del governo marocchino il 29 settembre, con l’incarico di formare il nuovo esecutivo dopo la vittoria del Partito Autenticità e Modernità alle elezioni legislative. Il primato della prima donna chiamata a ricoprire questo ruolo ha attirato l’attenzione internazionale. La nomina arriva però anche in una fase decisiva per l’economia del regno. In vista dei Mondiali del 2030, il Marocco deve coordinare grandi investimenti, rispettare le scadenze dei cantieri e costruire infrastrutture utili oltre il torneo. È su questo terreno che si misurerà il nuovo governo, all’interno di un sistema nel quale la monarchia conserva un ruolo centrale.

Monarchia, elezioni e nuovi equilibri politici

La nomina di El-Mansouri va letta nel quadro istituzionale marocchino. L’articolo 47 della Costituzione prevede che il re scelga il capo del governo all’interno del partito arrivato primo alle elezioni della Camera dei rappresentanti. Il successo del PAM costituisce quindi il presupposto della nomina, mentre la formazione dell’esecutivo richiede un accordo fra le forze parlamentari.

Questo meccanismo convive con i poteri della monarchia e con la sua influenza sugli indirizzi strategici del Paese. Il punto da osservare è come il nuovo governo eserciterà le proprie competenze e tradurrà le priorità nazionali in decisioni amministrative, finanziarie e sociali.

Il PJD ha perso la guida del governo, ma resta un attore politico

Il Partito della Giustizia e dello Sviluppo, di orientamento islamista, ha guidato il governo dal 2011 al 2021. Il tracollo elettorale del 2021 ha chiuso quella stagione, ma non ha cancellato la formazione dal panorama politico: nelle elezioni del settembre 2026 il PJD è risalito da 13 a 54 seggi.

Parlare di un definitivo “crepuscolo” dell’islamismo politico sarebbe dunque prematuro. Il risultato mostra un quadro più articolato: il PAM conquista il primo posto, mentre il PJD recupera una parte della rappresentanza perduta. Per il nuovo esecutivo, il confronto politico continuerà a riguardare tanto le questioni economiche quanto quelle sociali e culturali.

Il significato politico della scelta di El-Mansouri

Il PAM, nato nel 2008 su iniziativa di un consigliere del re, ha costruito la propria identità anche attraverso posizioni favorevoli alla modernizzazione sociale. La scelta di El-Mansouri unisce il risultato elettorale del partito a un profilo con esperienza nel governo locale e nell’amministrazione nazionale.

La sua nomina può essere interpretata anche come un segnale di rinnovamento dell’immagine internazionale del regno. Il valore simbolico del primato femminile e la sua possibile funzione politica possono coesistere. Per valutarne la portata serviranno però le decisioni del governo: composizione dell’esecutivo, priorità di spesa, riforme e capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini.

I cantieri del 2030 e la prova economica

La co-organizzazione dei Mondiali del 2030 con Spagna e Portogallo imprime una scadenza precisa alla trasformazione infrastrutturale del Marocco. Aeroporti, collegamenti ferroviari, stadi e servizi turistici devono sostenere l’afflusso previsto durante il torneo, ma anche accompagnare lo sviluppo del Paese negli anni successivi.

I diversi programmi vanno considerati separatamente, distinguendo gli investimenti annunciati da quelli finanziati e dalle opere già avviate. La dimensione dei cantieri, da sola, non misura il successo economico dell’operazione: contano anche i costi di gestione, l’utilizzo futuro delle strutture e i benefici per imprese, lavoratori e territori.

Scorcio delle mura storiche e del centro di Rabat

Scorcio della capitale Rabat, il centro nevralgico da cui la monarchia pianifica le strategie istituzionali e amministrative del Paese. (Fonte: Wikipedia)

L’esperienza amministrativa e le responsabilità del nuovo governo

Avvocata di formazione, con esperienza alla guida di Marrakech e al ministero competente per urbanistica, edilizia e pianificazione territoriale, El-Mansouri conosce settori direttamente coinvolti nella preparazione del 2030. Questa esperienza rende il suo profilo pertinente rispetto alle esigenze dei cantieri, senza garantire automaticamente tempi rapidi o assenza di ostacoli.

Un programma documentato riguarda gli aeroporti: l’accordo fra il governo e l’Office National des Aéroports, sottoscritto nel luglio 2025, prevede investimenti per 38 miliardi di dirham nel periodo 2025–2030. Comprende l’ampliamento degli scali di Marrakech, Agadir, Tangeri e Fès, oltre a un nuovo terminal e una nuova pista all’aeroporto Mohammed V di Casablanca. L’obiettivo dichiarato è portare la capacità complessiva del sistema aeroportuale a 80 milioni di passeggeri annui entro il 2030.

Si tratta di capacità potenziale, non di una previsione certa del traffico. Il ritorno degli investimenti dipenderà dalla domanda turistica e commerciale, dalla qualità dei collegamenti e dalla sostenibilità finanziaria delle opere. Per il governo, la sfida sarà coordinare questa espansione e rendere verificabili costi, scadenze e risultati.

Il 2030 come strumento di proiezione internazionale

I Mondiali offrono al Marocco una vetrina internazionale e un’occasione per consolidare relazioni economiche e diplomatiche. La preparazione dell’evento si inserisce nei rapporti già esistenti con i partner europei e con gli Stati Uniti, senza esaurirne le motivazioni.

Commercio, investimenti, sicurezza e gestione dei flussi migratori sono dossier distinti, nei quali gli interessi dei diversi interlocutori non coincidono sempre. La nomina di El-Mansouri può contribuire all’immagine di un Paese in trasformazione, ma non basta, da sola, a spiegare la solidità delle sue alleanze.

Chi beneficerà della trasformazione?

La questione economica decisiva riguarda ciò che resterà dopo il torneo. Le nuove infrastrutture renderanno più accessibili i territori? Le imprese locali parteciperanno alle commesse? L’occupazione generata dai cantieri si tradurrà in opportunità durature? E quanto costerà mantenere le strutture una volta concluso l’evento?

La stessa esigenza di verifica vale per il rapporto fra modernizzazione e istituzioni. L’avanzamento delle opere non dimostra automaticamente un progresso nella partecipazione politica o nella tutela dei diritti. Sono dimensioni da valutare attraverso elementi specifici, evitando di assumere che l’efficienza economica le risolva.

Per il nuovo governo, il banco di prova sarà trasformare la scadenza del 2030 in benefici che superino la durata dei Mondiali. El-Mansouri eredita programmi già avviati e aspettative elevate: il giudizio sulla sua gestione dipenderà dalla capacità di rispettare gli impegni, rendere conto della spesa e distribuire le opportunità della crescita. È qui che la strategia internazionale del Marocco incontrerà la realtà della sua economia.

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