
Non esistono più uomini bandiere, si guarda ai guadagni fra mille figure che ruotano intorno al business delle trattative fra club e calciatori.
Calciomercato, compravendita, contratti da firmare e rinnovare, player trading, trattative e passaggi di giocatori da una squadra all’altra. Domanda da un milione di dollari: chi ci guadagna?
Verrebbe da dire tutti, tanti, forse troppi: dalle società e i club, ai calciatori, dai mediatori agli intermediari e anche, ovviamente, la categoria dei procuratori, ribattezzata ‘agenti sportivi’, titolare della trattativa e forte del mandato di rappresentanza firmata col giocatore.
Senza entrare nella giungla e nel sottobosco di accordi provati, con famiglie, direttori generali e sportivi, osservatori, talent scout e varie figure, quasi a richiamare il famigerato ‘magna magna’, tormentone inventato e reso famoso da George Weah e Roberto Baggio negli anni Novanta.
La nuova normativa definita dal D.Lgs. n. 37/2021 e dal Decreto 2 dicembre 2025, n. 218 ha introdotto registri obbligatori, esami a doppio livello (CONI e FIGC per il calcio) e sanzioni più severe per l’esercizio abusivo per gli agenti sportivi, regolamentando ulteriormente la figura del procuratore sportivo. Ufficialmente ridefinita in agente sportivo, evolvendo da semplice mediatore a un consulente strutturato che fornisce servizi professionali di assistenza.
Nuove regole per la figura professionale dell’agente sportivo, con vincoli di accesso alla professione sempre più stringenti. È stato ridefinito l’accesso alla professione di agente sportivo ed i rapporti di rappresentanza con atleti e società sportive e sono state introdotte nuove regole e procedure, anche per le commissioni.
Secondo i dati diffusi da Transfermarkt , sito utilizzato da operatori e società per avere dei numeri di riferimento su acquisti, cessioni, valori di mercato e saldi finali – nell’ultima sessione di mercato in Italia sono state registrate operazioni di acquisto per 1,16 miliardi di euro. Quantificando in media e secondo quanto previsto dal Regolamento degli intermediari e agenti sportivi, una media fra il 3 e il 5% di ogni operazione, si può fare qualche facile calcolo. Essendo obbligatorio per le società di serie A, pubblicare anche i costi riconosciuti ad agenti, intermediari e procuratori, nel 2025 commissioni totali versate dai club di Serie A agli agenti sportivi nel corso del 2025 hanno raggiunto quota 249,4 milioni di euro – secondo i dati ufficiali pubblicati tramite il Report Ufficiale FIGC, con un aumento del 10% rispetto al 2024.

guadagni e profitti nei contratti sportivi (fonte: Unsplash)
Le normative attuali e il Regolamento FIFA sugli agenti sportivi pongono dei limiti teorici alle percentuali applicabili, sebbene il mercato resti molto complesso, con diverse tipologie di commissione, come rappresentanza del giocatore, la rappresentanza del club acquirente o di quello cedente e commissioni in costanza di tesseramento. Oppure con i limiti e percentuali di riferimento, quindi fino al 3% se si rappresenta il calciatore o il 6% se la rappresentanza è sia del calciatore che del club, fino al 3% se si rappresenta il club acquirente, fino al 10% della società cedente e fra il 5% lordo / 10% netto annuo come commissione che si protrae per più anni, accordi biennali, triennali e pluriennali.
Infine con diverse basi di calcolo, poiché il 3-6% può essere sulla remunerazione annua dell’atleta se si lavora per il giocatore, fino al 3% sulla remunerazione dell’atleta o sull’accordo di trasferimento e fino al 10% sul corrispettivo totale del trasferimento del cartellino e fra il 5% lordo e il 10% netto annuo sulla cifra pagata annualmente sullo stipendio del giocatore per tutta la durata del contratto.
Nella sfera degli intermediari esistono diverse figure, come gli agenti sportivi iscritti nel Registro della FIGC, come gli agenti domiciliati, quelli stabiliti o anche la figura degli agenti iscritti al Registro FIFA, oppure procuratori, mediatori e sempre più si sta espandendo la figura dell’avvocato espero in diritto sportivi, che rappresenta il giocatore e/o la società, col vantaggio di non avere vincoli sulle commissioni come gli agenti. Quindi verrebbe da commentare che ci guadagnano un po’ tutti, fino ad arrivare alla somma record dell’ultima sessione con quasi 250 milioni di commissioni riconosciute agli agenti.
E’ anche vero che c’è una fetta consistente di queste torta che viene riconosciuta ai procuratori/agenti di maggior peso, come ad esempio Jorge Mendes e Jonathan Barnett che gestiscono contratti multimiliardari. Incassando decine di milioni di euro all’anno in commissioni e con i giocatori più importanti, mentre la grande maggioranza della categoria, lavora nelle categorie minori, con guadagni, percentuali e commissioni più basse. Dovendo inoltre sostenere analoghe spese di rappresentanza, costi vivi fra iscrizioni ai tre registri (FIFA, CONI e FIGC) corsi di aggiornamento obbligatori, polizze assicurative, bonifici per il deposito dei mandati, consulenze e pareri di legali e tutto quello che richiede nel ‘seguire’ un calciatore/atleta.
Certo, potrebbe sottolineare qualcuno, non è come lavorare in miniera, come si diceva un tempo, o in fabbrica, o piuttosto nei campi, ma non è tutto ora quello che luccica. O piuttosto le società attente al player trading, si portano a casa un’altra fetta consistente di guadagni, rendendo così migliori i conti delle società e facendo si che i bilanci siano ecosostenibili.
Un agente e/o procuratore sportivo non ha uno stipendio fisso, ma solitamente guadagna sulla base delle commissioni percentuali sui contratti e sui trasferimenti dei calciatori che rappresenta.
Un agente che opera nelle serie minori, oggi in Italia anche la serie D e l’Eccellenza sono una buona fonte di reddito, può portare a casa anche fra i 15.000-30.000 euro all’anno, spesso sufficienti solo a coprire tutte le spese iniziali come licenze, iscrizioni, assicurazioni, depositi dei mandati, trasferimenti e viaggi.
Salendo di livello un agente di livello medio che segue calciatori di Serie B o C o giovani promosse in Serie A può arrivare a guadagnare tra 50.000-100.000 euro all’anno, mentre agenti affermati, i cosiddetti ‘top’ che rappresentano giocatori di Serie A o stelle internazionali possono arrivare facilmente ai 300.000 euro fino a toccare anche il milione di euro o più all’anno. Certo è, che il resoconto delle società di Serie A rappresenta una situazione sicuramente interessante sia economicamente che finanziariamente per le figure che orbitano intorno a un calciatore.
Inutile girarci intorno, Conviene a tutti. Club, società, media, l’industria dello sport, agli atleti stessi ovviamente, alle famiglie – fra genitori, compagne, amici e consulenti -, medici, assicuratori, agenti immobiliari e varie figure di contorno, quali preparatori personali, mental coach, nutrizionisti e consulenti di varia natura, family assistant, sleep coach, psicologi e chi più ne ha più ne metta.
Non ultimi anche i procuratori, che spesso devono gestire e selezionare questa orda famelica di cavallette che ruotano intorno al calciatore, che a ogni trasferimento o rinnovo al rialzo cerca di assicurarsi contratti più ricchi, premi alla firma ‘signing fee’ e bonus legati alle prestazioni.
L’agente guadagna grazie alle commissioni sulle transazioni, sulla vendita del cartellino e sulla stipula del contratto del calciatore; in diversi casi si incassano bonus milionari ‘alla firma’, semplicemente per aver favorito il passaggio del giocatore a parametro zero, dove il club risparmia sul cartellino ma paga commissioni importanti all’agente. Senza tralasciare i famosi ‘intermediari’, figure terze, protagonisti invisibili, ma ben presenti, incaricate dai club di sbloccare trattative complesse, che percepiscono percentuali fisse sulla buona riuscita dell’affare.
Coniugando alla perfezione quello che rappresentava Gigi Riva, storica bandiera del Cagliari: “… oggi i procuratori gestiscono i calciatori come fossero aziende. Ai miei tempi decidevamo noi con il cuore”.






