
La cabina di regia istituita dalle Regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. Liguria) rappresenta una novità tanto più significativa quanto più scaturisce dalla società civile.
È l’esempio più emblematico del principio di sussidiarietà, cioè dell’autonoma organizzazione della società e dei livelli di governo rispetto a quelli superiori verticalmente.
In sostanza è il criterio fondante di un autentico federalismo, che non accentra ma favorisce l’assunzione delle decisioni al livello più conforme e adeguato al migliore espletamento delle stesse decisioni.
Questo coordinamento delle Regioni del Nord è politicamente trasversale, poiché unisce governatori di destra e di sinistra. Si propone di assumere una posizione comune rispetto, ad esempio, al decreto imprese del governo, alla legge di bilancio e all’Industrial Act di Bruxelles.
Un progetto, dunque, che ha l’ambizione di lanciare il distretto manifatturiero unico del Nord, un’area industriale che, per omogeneità e densità, non ha paragoni in Europa. Un’area in cui, per competitività e propensione all’innovazione e all’export, non siamo secondi a nessuno. Un’area che ha contribuito e contribuisce potentemente alla tenuta e ai successi dell’intera economia italiana. Unitamente, è doveroso dirlo, alla buona prova fornita in questi anche alle regioni del Sud.
Oggi la manifattura del Nord ha una maggiore consapevolezza della propria integrazione e perciò della necessità di mettere a punto politiche comuni per favorirne un ulteriore sviluppo e una più coerente armonizzazione.

: incontro istituzionale o dettaglio di produzione industriale (Fonte: Pexels)
Sulla base dell’esperienza dei distretti industriali, le Regioni del Nord hanno compreso la necessità non solo di politiche integrate, ma anche del valore della sinergia tra pubblico e privato, della collaborazione con le università e i centri di ricerca, dell’attrazione degli investimenti, infine della cooperazione-propositiva con il governo nazionale e le istituzioni europee.
L’iniziativa delle cinque Regioni – come ha sottolineato di recente Dario Di Vico – può ridurre la distanza tra le soluzioni e i problemi, produrre quelle idee e quei suggerimenti di cui c’è urgente bisogno. Il Nord non ha bisogno di cinque piccole politiche industriali ma di un indirizzo unico e comune.
Per questo “Il Contemporaneo” intende seguire da vicino questo progetto, rivelarne più da vicino i contorni e le novità, metterne in luce i progressi e i risultati.






