FareAmbiente a Paestum: guardie, formazione e territorio

Il meeting del 3 e 4 ottobre ha affrontato tutela degli animali, collaborazione con le istituzioni e progetti ambientali per il prossimo quadriennio.

Tutela degli animali, formazione dei volontari e collaborazione con i Comuni: sono stati questi i temi centrali del meeting nazionale di FareAmbiente a Paestum, svoltosi il 3 e 4 ottobre 2026. L’appuntamento ha riunito dirigenti, responsabili territoriali e Guardie Ecozoofile per discutere l’organizzazione del movimento e le proposte da sviluppare nei prossimi anni.

Il confronto ha riguardato sia le attività quotidiane sul territorio sia il rapporto tra protezione dell’ambiente, economia e partecipazione delle comunità. A collegare gli interventi è stata la necessità di tradurre gli indirizzi dell’associazione in formazione, strumenti operativi e iniziative locali.

FareAmbiente a Paestum: il ruolo delle Guardie Ecozoofile

Una parte del meeting è stata dedicata alla formazione delle Guardie Ecozoofile e alla collaborazione con le istituzioni. I volontari hanno avanzato proposte per semplificare la normativa del settore e rendere più omogenee le disposizioni regionali, evidenziando le difficoltà legate a un quadro regolamentare non uniforme.

L’obiettivo indicato durante il confronto è rafforzare le competenze e gli strumenti a disposizione degli operatori, migliorando il coordinamento sul territorio. Le proposte discusse rappresentano richieste dell’associazione: non si tratta di modifiche normative già approvate.

Accanto alla vigilanza e alla tutela degli animali, è stato richiamato il valore dell’educazione ambientale. La presenza dei volontari nelle comunità, secondo l’impostazione del movimento, deve accompagnarsi al dialogo con cittadini, amministrazioni e altre realtà associative.

Ambiente, economia e organizzazione del movimento

Il vicepresidente e cofondatore Francesco Della Corte ha ripercorso l’esperienza di FareAmbiente, soffermandosi su una concezione dell’ambiente che comprende economia, ricerca, salute, energia, infrastrutture e cultura. Nel suo intervento ha indicato nella conoscenza e nel progresso strumenti per trasformare la sostenibilità in un’opportunità di sviluppo e di protezione del bene comune.

Il presidente onorario nazionale Ofer Arbib ha sottolineato l’approccio dinamico e innovativo del movimento, contrapponendolo alle impostazioni ambientaliste che considera ideologiche. Ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare l’organizzazione interna attraverso una gestione più strutturata delle attività.

Arbib ha rivolto un ringraziamento ai volontari delle Guardie Ecozoofile per il loro impegno nella tutela degli animali e dell’ambiente. Il tema organizzativo è stato così collegato alla capacità di sostenere il lavoro quotidiano dei responsabili e dei gruppi territoriali.

Il Manifesto FareAmbiente 2027–2030

Nella relazione conclusiva, il presidente nazionale e fondatore Vincenzo Pepe ha posto al centro le prospettive dell’associazione e la preparazione del Manifesto FareAmbiente 2027–2030.

Il documento è stato richiamato nel quadro dell’“Alleanza Libertà Bellezza Ambiente”, con l’obiettivo di orientare le iniziative del movimento nel prossimo quadriennio. Pepe ha insistito sulla diffusione dei progetti territoriali e sul dialogo continuativo tra cittadini, associazioni e istituzioni.

La presenza locale costituisce uno dei punti principali dell’impostazione illustrata a Paestum: affiancare alle occasioni di confronto nazionale un’attività riconoscibile nelle comunità, sostenuta dalla formazione e dalla partecipazione dei volontari.

Relatori al tavolo del meeting nazionale FareAmbiente a Paestum

Relatori al tavolo del meeting nazionale FareAmbiente a Paestum.

Città Sostenibile, salute e frodi agroalimentari

Tra le proposte presentate dai dipartimenti figura il premio Città Sostenibile 2027, illustrato da Massimiliano Buonocore, responsabile nazionale della Formazione. Secondo quanto annunciato durante il meeting, il progetto prevede il coinvolgimento dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e dell’ANCI.

Il responsabile nazionale del Dipartimento Ambiente e Salute, Michele De Nunntiis, ha presentato un vademecum dedicato agli stili di vita e ai comportamenti utili al benessere umano e animale.

È stata inoltre annunciata la prossima redazione del Rapporto sulle Frodi Agroalimentari, a cura del Dipartimento Studi e Ricerche diretto da Maria Rita Magnotta. Le iniziative illustrano i diversi ambiti sui quali il movimento intende lavorare; modalità operative, tempi e risultati dovranno essere approfonditi con lo sviluppo dei singoli progetti.

Agricoltura, giovani e formazione nei tavoli tematici

I tavoli di lavoro hanno affrontato educazione ambientale, economia, aree protette, salute, agricoltura, mobilità sostenibile, rifiuti e politiche energetiche. Responsabili nazionali e territoriali si sono confrontati sulle esperienze locali e sulle pratiche da condividere.

È intervenuto anche Benedetto Miscioscia, responsabile del Dipartimento Agricoltura di FareAmbiente, che ha illustrato alcuni progetti del dipartimento.

Spazio è stato riservato ai giovani, con gli interventi di Gaetano Di Bello e Alessandra Vanacore, e alla formazione attraverso il Master FareAmbiente “Imprese e Green Economy”, presentato dalla coordinatrice Cristina Florenzano.

Dal meeting emerge un programma che lega tutela ambientale, preparazione dei volontari e organizzazione territoriale. Il passaggio successivo sarà tradurre le proposte in attività definite, rendendo riconoscibili tempi, responsabilità e risultati per le comunità coinvolte.

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