
La tessera sanitaria europea permette di ricevere le cure medicalmente necessarie durante un soggiorno temporaneo in Europa. La copertura, però, segue le regole del Paese ospitante e non sostituisce un’assicurazione di viaggio.
Un problema di salute può verificarsi anche durante una vacanza, un viaggio di lavoro o un periodo di studio all’estero. In queste situazioni la tessera sanitaria europea consente di accedere all’assistenza pubblica del Paese nel quale ci si trova. Prima di partire è però importante controllarne la validità e conoscerne limiti e modalità di utilizzo.
La Tessera europea di assicurazione malattia, conosciuta anche con la sigla TEAM, è riportata sul retro della Tessera sanitaria italiana. Viene normalmente rilasciata alle persone iscritte al Servizio sanitario nazionale che possiedono i requisiti previsti.
La TEAM è personale: ogni componente della famiglia, compresi i minorenni, deve avere la propria tessera. Sulla parte posteriore sono indicati i dati identificativi del titolare e la data di scadenza.
Prima della partenza conviene verificare che il documento sia ancora valido. L’Agenzia delle Entrate permette inoltre di controllare le modalità per richiedere una nuova tessera in caso di smarrimento, furto o deterioramento.
La TEAM permette di ricevere le cure medicalmente necessarie durante un soggiorno temporaneo all’estero, alle stesse condizioni previste per le persone assicurate nel Paese visitato.
La valutazione della necessità del trattamento spetta al medico o alla struttura sanitaria. Vengono considerate la natura della prestazione, le condizioni del paziente e la durata prevista del soggiorno.
La copertura può comprendere, a seconda del sistema sanitario locale:
Non si tratta, quindi, di una tessera riservata esclusivamente alle emergenze. Può coprire anche prestazioni che diventano necessarie per consentire alla persona di proseguire il soggiorno in condizioni di sicurezza.
La tessera sanitaria europea è valida nei 27 Paesi dell’Unione europea e anche in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Regno Unito.
Le regole concrete possono cambiare da uno Stato all’altro. In alcuni Paesi l’assistenza pubblica è gratuita, mentre in altri sono previsti ticket, anticipi o forme di compartecipazione alla spesa.
Prima di partire è quindi opportuno consultare la guida della Commissione europea sull’utilizzo della TEAM, che raccoglie le indicazioni relative ai singoli sistemi sanitari nazionali.
Quando si ha bisogno di assistenza, bisogna presentare la TEAM insieme a un documento d’identità presso un medico, un ospedale o una struttura appartenente al sistema sanitario pubblico del Paese ospitante.
La tessera può essere utilizzata anche presso strutture convenzionate, se queste operano nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Non è invece sufficiente rivolgersi a una clinica privata e mostrare la carta per ottenere automaticamente la copertura.
È importante conservare prescrizioni, referti, ricevute e documentazione delle spese sostenute. Questi documenti possono essere necessari per chiedere un eventuale rimborso, direttamente nel Paese visitato oppure dopo il rientro in Italia.
No. La TEAM garantisce l’accesso alle cure alle stesse condizioni applicate ai cittadini assicurati nel Paese ospitante, ma non assicura che ogni prestazione sia gratuita.
Se il sistema locale prevede un ticket o una quota a carico del paziente, anche il viaggiatore italiano dovrà sostenerla. In alcuni casi potrebbe essere necessario anticipare l’intero importo e presentare successivamente una richiesta di rimborso.
Le modalità e l’eventuale percentuale rimborsabile dipendono dalle regole dello Stato nel quale è stata ricevuta la prestazione. La Commissione europea precisa infatti che il possesso della tessera non costituisce una garanzia di gratuità assoluta.
La TEAM non copre qualsiasi spesa sanitaria sostenuta durante il viaggio. Sono generalmente escluse:
Per le cure programmate all’estero esistono procedure differenti, come l’autorizzazione preventiva e il modello S2. La TEAM non può essere utilizzata quando lo scopo principale del viaggio è ricevere uno specifico trattamento sanitario.
La tessera sanitaria europea e l’assicurazione di viaggio svolgono funzioni differenti. La prima riguarda l’accesso alle cure pubbliche necessarie durante un soggiorno temporaneo. La seconda può offrire coperture aggiuntive, variabili in base al contratto sottoscritto.
Una polizza può comprendere assistenza presso strutture private, rimpatrio sanitario, trasporto medico, responsabilità civile, smarrimento del bagaglio o annullamento del viaggio.
La Commissione europea specifica che la TEAM non rappresenta un’alternativa all’assicurazione di viaggio. Prima di sottoscrivere una polizza è comunque necessario leggere franchigie, massimali ed esclusioni, evitando di considerare automaticamente coperta qualsiasi emergenza.

Medico misura la pressione a una paziente durante una visita (Fonte: Pexels)
Se la Tessera sanitaria è scaduta, smarrita o non può essere consegnata prima della partenza, è possibile richiedere il certificato provvisorio sostitutivo della TEAM.
Il certificato garantisce gli stessi diritti della tessera per il periodo indicato nel documento. Può essere richiesto attraverso i canali messi a disposizione dal Servizio sanitario nazionale o rivolgendosi alla propria ASL.
In caso di permanenza all’estero, il certificato può essere inviato anche alla struttura sanitaria che sta assistendo il paziente. È comunque consigliabile avviare la richiesta prima della partenza e non attendere il momento dell’emergenza.
L’assenza della tessera non impedisce di ricevere cure necessarie. Tuttavia, il paziente potrebbe dover anticipare il pagamento e chiedere successivamente il rimborso all’ente sanitario competente.
La restituzione della somma non è automatica e potrebbe non coprire l’intero importo sostenuto. Per questo è fondamentale conservare fatture, ricevute, prescrizioni e documentazione clinica.
In caso di difficoltà è possibile contattare la propria ASL, l’ambasciata o il consolato italiano. Le autorità consolari possono fornire indicazioni sulle strutture sanitarie e sulle procedure locali, ma normalmente non sostengono direttamente le spese mediche del viaggiatore.
La TEAM è uno strumento utile, ma funziona correttamente soltanto se il viaggiatore ne conosce i limiti. Prima di partire bisogna controllare la scadenza, verificare le regole sanitarie del Paese visitato e valutare l’opportunità di una copertura assicurativa aggiuntiva.
È utile anche salvare sul telefono i numeri di emergenza, i contatti della propria ASL e quelli dell’ambasciata o del consolato italiano. Chi segue terapie continuative dovrebbe portare con sé una quantità adeguata di medicinali e la relativa documentazione medica.
Questi controlli possono essere inseriti in una più ampia checklist dei documenti da preparare prima di un viaggio. Pochi minuti dedicati alla preparazione possono evitare complicazioni e spese impreviste quando ci si trova lontano da casa.






