Diritti televisivi: quanto pesano sui conti della Serie A

Quasi un quarto delle entrate dei club arriva dai proventi dei media. Il totale dei ricavi nel mondo ammonta a 66 miliardi per tutti gli sport

I diritti tv pesano per il 24% sui conti dei primi dieci club della serie A.  Secondo una statistica elaborata da ‘Il Contemporaneo’, quindi un quarto delle entrate delle prime dieci squadre del nostro campionato beneficiano dei contributi televisivi. Il calcolo è stato fatto  comparando i dati comunicati dalla Lega sulla ripartizione dei fondi per la serie A per la stagione 2025/26,  con il fatturato delle squadre considerate, le prime dieci per ripartizione delle quote, quindi Inter, Milan, Napoli, Roma, Juventus, Lazio, Atalanta, Bologna, Fiorentina e Como.

L’analisi per singola squadra

Si va da un minimo della Juventus, il 13%, risultato percentuale derivante fra quanto riconosciuto dalla Lega (63,6 milioni di euro) e il fatturato (474,4 mln. di euro) dell’ultimo esercizio (2025/26) disponibile, a un massimo del 70% ottenuto dal Como, che ha portato a casa 38,65 mln. cifra che copre buona parte del giro d’affari (55,4 mln.) dell’ultimo bilancio disponibile del club lariano, risalente però alla stagione 2024/25.

Le due squadre milanesi (Inter e Milan) con l’Atalanta hanno una percentuale del 15%, Napoli e Roma vanno a braccetto al 23%, Bologna con il 19%, Fiorentina al 20% e Lazio al 30%. Per una media totale del 24%, che significa che i conti delle società di serie A, almeno per le prime dieci, per quasi un quarto, si basano sui ricavi radiotelevisive. Entrate alle quali vanno aggiunte plus e minus valenze derivanti dal player trading, senza tralasciare quanto costano e fruttano i settori giovanili, le commissioni riconosciute ai procuratori, gli investimenti e la programmazione che le stesse compagini stanno provando a fare con gli stadi.

Le entrate dei club

I diritti televisivi del calcio rappresentano una percentuale importante dei ricavi per le società e consistono nelle somme che i media, ormai di vario tipo, fra sociale e altro, riconoscono ai club per riprendere e trasmettere, in diretta o in differita e su qualunque piattaforma televisiva, le partite.

In base ai dati comunicati dalla Lega e rielaborati da alcune testate l’Inter campione d’Italia è l’unica a superare, seppur di poco, quota 80 milioni di euro. Seguono Milan (71 mln), Napoli (67 mln.), Roma (65 mln.) e Juventus (63 mln.). Chiudono la classifica, il Parma (30 mln.), Cremonese (26 mln.) e Pisa (25 mln.). Con qualche variazione rispetto ai verdetti del campo, la graduatoria della ripartizione ufficiale dei diritti tv per la stagione, come emerge dai documenti diffusi dalla Lega Calcio.

La versione definitiva del prospetto distribuita ai club è frutto dei calcoli con particolari  criteri di suddivisione, che sono disciplinati dalla Legge Melandri del 2008, ritoccata nel corso degli anni  dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

I criteri di calcolo

La quota netta dei diritti tv da distribuire tra i club di serie A segue attualmente una ripartizione percentuale, che prevede un 50% suddiviso in parti eguali fra tutte le squadre della prima lega italiana.

Un altro il 28% basato sui risultati sportivi e suddiviso fra una cosiddetta quota storica del 5% – ovvero i risulti dal 1946/47 o dalla prima partecipazione –, più un 13% derivante dai punti e posizione dell’ultimo campionato e un restante 10% calcolato sulla base dei risultati sportivi delle ultime cinque stagioni.

Infine c’è un 22% raggruppato nel cosiddetto ‘radicamento sociale’, diviso in base al bacino d’utenza, sommando il 12% dato risultante degli spettatori paganti (abbonamenti e biglietti nelle gare casalinghe negli ultimi 3 campionati) e il 10% contabilizzato come audience televisiva certificata da Auditel e include una piccola valorizzazione legata all’impiego di giovani calciatori.

Operatori televisivi durante la trasmissione di una partita di calcio

Operatori televisivi durante la trasmissione di una partita di calcio (Fonte: Wikimedia)

Sono 66 miliardi le entrate globali nel mondo sportivo grazie ai diritti

Il calcio è un protagonista del mondo del cosiddetto intrattenimento, ribattezzato entertainment dalla società di consulenza statunitensi.

I diritti tv sportivi globali valgono 66 miliardi, con il calcio al primo posto. Secondo il Global Media Report 2026 di  Sport Business  il valore mondiale dei diritti audiovisivi sportivi raggiunge la cifra record, grazie anche a fattori straordinari.  Il 2026 ha ospitato i Mondiali di calcio e i Giochi Olimpici invernali, due appuntamenti che sono stati capaci di generare un incremento significativo del valore dei diritti televisivi nell’anno in cui vengono disputati. A questo si aggiunge il nuovo ciclo di accordi audiovisivi della NBA, che ha contribuito ulteriormente all’espansione del mercato.

Analizzando i singoli paesi e mercati, dopo gli Stati Uniti, c’è il Regno Unito, con una quota del 7%, seguito dal subcontinente indiano (3,9% del valore complessivo), zona in grossa crescita insieme all’Australia (4,5%). In rallentamento i cinque principali mercati europei che prevedono una crescita dell’1,5% annuo, con la Francia unico mercato della top ten destinato a contrarsi.

In crisi i mercati audiovisivi europei, tradizionalmente legati soprattutto al calcio, che rimane comunque lo sport con il maggiore valore complessivo dei diritti televisivi a livello mondiale, considerato che nel 2026 dovrebbe generare 25,4 miliardi di dollari, pari al 38,6% dell’intero mercato.

Un’enorme torta da spartire

La gestione dei diritti radiotelevisivi, fra media, sociale e altri canali nello sport viene paragonata a una ‘torta enorme’ da spartire.

Un business miliardario che detta le regole delle competizioni moderne. Queste entrate hanno trasformato lo sport da un gioco per appassionati a un banchetto per miliardari, dove i tifosi quasi pagano il biglietto per guardare gli altri mangiare la torta. Questo vale per tutti gli eventi, football americano, baseball, basket, volley, tennis, golf, auto e moto, vela, handball, pallanuoto e altri sport. Tanto che viene da affermare che la televisione non è il riflesso dello sport.

Oggi  l’evento è forse il riflesso di ciò che chiede la televisione. Nello stesso calcio di oggi fra formule nuove, spettacoli e altre diavolerie, sembra quasi che il pallone non gira grazie alle gambe e i piedi dei giocatori ma grazie soprattutto agli ingranaggi e le spese dei contratti televisivi.

0 Votes: 0 Upvotes, 0 Downvotes (0 Points)

Leave a reply

Previous Post

Next Post

Join Us
  • Facebook38.5K
  • X Network32.1K
  • Linkedin56.2K
  • Instagram18.9K

Stay Informed With the Latest & Most Important News

I consent to receive newsletter via email. For further information, please review our Privacy Policy

Categories

Advertisement

Loading Next Post...
Seguici
Search Trending
Articoli popolari
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...