
Una graduatoria di viale Zara mostra come si assegnano gli orari. I bandi dei Municipi spiegano quanto pesano i precedenti e quanto costa una palestra.
Il lunedì, dalle 16.45 alle 18, la palestra della scuola Arbe Zara, al civico 96 di viale Zara, va al Gruppo Sportivo Cagliero, con 85 punti. Il Greco San Martino ne ottiene 70 e resta fuori da quella fascia. Il giovedì, alla stessa ora e nella stessa palestra, è il Greco San Martino ad aggiudicarsi lo spazio, con 90 punti. Le assegnazioni compaiono nella graduatoria reintegrata del 14 luglio 2025, con periodi indicati fino al 30 giugno 2027. L’atto documenta l’esito della selezione, mentre il calendario effettivo può cambiare con rinunce e rettifiche.
È così che prende forma una parte dello sport di quartiere a Milano. L’assegnazione riguarda un giorno e un orario, oltre che un edificio. La stessa associazione può ottenere uno spazio per un pomeriggio e vedersi superare per un altro. Per capire chi può allenarsi dopo le lezioni, il primo dato da leggere è quindi la singola fascia richiesta.
Per gli edifici comunali delle scuole primarie e secondarie di primo grado, i Municipi gestiscono gli avvisi per l’uso extrascolastico. Le palestre rientrano tra i locali che possono essere concessi, con l’assenso del Consiglio di istituto. La gestione degli spazi scolastici coinvolge dunque gli uffici del territorio e la scuola. Il ruolo di quest’ultima emerge anche nel nostro approfondimento sulla scuola Leonardo da Vinci di Milano, dedicato a un diverso caso di utilizzo degli spazi.
Per gli impianti in disponibilità della Città Metropolitana concessi attraverso il Comune, i criteri per il 2026/27 seguono un altro percorso. La determinazione del 23 aprile dà priorità alle associazioni che da anni svolgono attività nella stessa palestra. Per chi chiede uno spazio per la prima volta in questo circuito, l’atto considera nell’ordine le attività inclusive, la mancanza di altre palestre, la sede operativa e l’attività a Milano. A parità di requisiti vale l’ordine di arrivo. L’atto segnala che le domande superano gli spazi disponibili e precisa che il loro esame avviene senza graduatoria. Serve comunque il nulla osta scolastico.

palestre-scolastiche-milano-canestro.jpg Canestro con tabellone trasparente in un impianto al coperto. (Fonte: Pexels)
Il bando del Municipio 2 per il biennio 2025/26–2026/27 assegna fino a 100 punti. Ne riconosce 20 a chi aveva già ottenuto gli stessi spazi negli stessi giorni nel 2024/25 o nel 2023/24, senza morosità. Altri 20 riguardano la continuità dell’attività per tutto il primo anno e l’impegno a proseguirla nel secondo. Sono due criteri distinti. Valgono 10 punti ciascuno la sede operativa nel Municipio, la soglia di almeno 500 tesserati o utenti nel 2024/25 e le attività entro le 18 rivolte a bambini e ragazzi fino a 14 anni.
Il bando riconosce così un peso alla continuità, ma lascia spazio anche alle caratteristiche della proposta, come i corsi dedicati a persone con disabilità. Fissa inoltre un limite di cinque spazi richiesti e, di norma, del 70% delle ore settimanali di ciascuno spazio per concessionario. Il limite orario ammette un’eccezione quando c’è un solo richiedente. A parità di punteggio decide l’ordine di presentazione delle domande. Avviso del Municipio 2, limiti e criteri di selezione. servizi.comune.milano.it
L’avviso del Municipio 4 per gli spazi residui del 2026/27 indica un canone orario di 9 euro fino a 200 metri quadrati, 15,90 euro per la fascia successiva fino a 500 metri quadrati e 21 euro oltre quella soglia. La palestra della secondaria di via Medici del Vascello ha una tariffa propria di 22,70 euro. Nei casi previsti dall’articolo 10, il canone si riduce del 70%. Gli oneri per riscaldamento, acqua ed elettricità sono conteggiati a parte.
Per 200 ore nella fascia intermedia, il solo canone sarebbe di 3.180 euro a tariffa ordinaria e di 954 euro con l’agevolazione. È una simulazione sulle tariffe dell’avviso. Nel preventivo conta anche quante ore si chiedono: il bando calcola il canone su tutte le ore concesse, comprese quelle rimaste inutilizzate per cause diverse da quelle imputabili al Comune o alla scuola.
Nel prospetto del luglio 2026, la palestra Ascoli di via De Andreis 10 era offerta il martedì e il giovedì dalle 20.30 alle 23. Per la palestra piccola della Filzi, in via Ravenna 15, compariva invece la fascia 16.30–18 dal martedì al venerdì, con una nota sugli spogliatoi non agibili. Sono le disponibilità pubblicate per quel bando. Per un corso rivolto ai bambini, una fascia pomeridiana e una dopo cena rispondono a esigenze diverse. Il caso mostra quanto il calendario e le dotazioni contino nel rendere utilizzabile uno spazio, un tema che si ritrova anche nel nostro articolo sulla città a misura di bambino.
Nel Municipio 5, l’atto del 12 maggio 2025 parla di giorni assegnati in via provvisoria. Se un soggetto rinuncia, gli uffici interpellano chi segue in graduatoria. L’avvio della concessione dipende dall’assenso della scuola. Anche il Municipio 4, nella comunicazione sugli esiti del 23 gennaio 2026, richiama sia l’assenso scolastico sia l’effettiva disponibilità del locale.
Una volta ottenuta la concessione, entrano in gioco gli obblighi d’uso. Lo schema contrattuale del Municipio 2 prevede verifiche anche senza preavviso, la revoca in caso di violazione delle condizioni e una rendicontazione entro 30 giorni dalla scadenza. Il passaggio dalla domanda al campo si misura così in tre documenti. Il bando spiega quali proposte hanno priorità, la graduatoria mostra a chi va una fascia e la concessione stabilisce come quella palestra potrà essere usata.






