Agenti IA: come cambierà il lavoro d’ufficio

Daniela BuonocoreInnovazione5 hours ago46 Views

Dalle email ai report, gli agenti di intelligenza artificiale possono automatizzare interi flussi di lavoro. Il loro impatto dipenderà però da competenze, controlli e responsabilità.

Dopo la diffusione dell’intelligenza artificiale generativa, l’attenzione delle imprese si sta spostando verso gli agenti di intelligenza artificiale. Non si limitano a produrre un testo o a rispondere a una domanda: possono utilizzare programmi, cercare informazioni ed eseguire una sequenza di operazioni. La questione, quindi, non riguarda soltanto quanto tempo possano far risparmiare, ma quali mansioni trasformeranno e quali decisioni dovranno restare affidate alle persone.

Che cosa sono gli agenti di intelligenza artificiale

Un agente IA è un sistema software progettato per ricevere un obiettivo, pianificare le azioni necessarie e utilizzare strumenti digitali per completare un’attività. Può consultare documenti, interrogare una banca dati, aggiornare un programma aziendale o inviare il risultato a un lavoratore perché lo controlli.

Immaginiamo un’impresa che riceva una richiesta commerciale. Un agente potrebbe identificare il cliente nel CRM, verificare la disponibilità dei prodotti, raccogliere i prezzi e preparare una bozza dell’offerta. Il responsabile commerciale manterrebbe il compito di controllarla, modificarla e autorizzarne l’invio.

Il livello di autonomia, però, non è uguale per tutti i sistemi. Alcuni agenti si limitano a suggerire le azioni da compiere; altri possono eseguirle entro i permessi stabiliti dall’azienda. La differenza dipende dalla configurazione, dai programmi ai quali possono accedere e dai controlli previsti.

Quali attività d’ufficio possono automatizzare

Gli agenti IA sono particolarmente adatti alle attività ripetitive che richiedono il passaggio di informazioni tra programmi diversi. Nel lavoro d’ufficio potrebbero essere utilizzati per:

  • classificare le email e preparare le risposte;
  • organizzare riunioni e aggiornare i calendari;
  • cercare informazioni negli archivi aziendali;
  • compilare report periodici;
  • confrontare fatture, ordini e documenti;
  • aggiornare database e gestionali;
  • indirizzare le richieste dei clienti all’ufficio competente.

Automatizzare un’attività non significa necessariamente eliminare un intero posto di lavoro. Una professione è normalmente composta da molte mansioni: alcune ripetitive, altre basate sull’esperienza, sulla relazione con le persone o sull’assunzione di responsabilità.

Il cambiamento potrebbe quindi riguardare soprattutto la distribuzione del lavoro. Il software svolgerebbe una parte delle operazioni standardizzate, mentre il dipendente si concentrerebbe sul controllo, sulla gestione delle eccezioni e sulle decisioni più delicate.

Agenti IA e produttività delle imprese

Il principale vantaggio attribuito agli agenti di intelligenza artificiale è la possibilità di ridurre il tempo impiegato nelle procedure ripetitive. Un sistema può analizzare rapidamente una grande quantità di documenti, estrarre le informazioni necessarie e preparare un risultato da sottoporre alla verifica del lavoratore.

L’adozione dell’IA nelle imprese italiane sta aumentando. Secondo l’Istat, nel 2025 il 16,4% delle aziende con almeno dieci addetti utilizzava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale. La percentuale era dell’8,2% nel 2024 e del 5% nel 2023. Il dato riguarda tutte le applicazioni dell’IA e non specificamente gli agenti, ma indica una crescente apertura delle imprese verso questi strumenti.

Gli effetti positivi non sono, tuttavia, automatici. Un agente può ridurre alcuni errori manuali soltanto se utilizza dati affidabili, riceve istruzioni corrette e opera all’interno di procedure ben definite. Un processo inefficiente non diventa necessariamente migliore perché viene automatizzato.

Persona al computer durante un’attività di lavoro digitale

Persona al computer durante un’attività di lavoro digitale (Fonte: Wikimedia)

Assistenti digitali e agenti autonomi: le differenze

Un assistente come Copilot supporta il lavoratore nella preparazione di testi, presentazioni, analisi e riepiloghi. L’utente formula la richiesta, valuta la risposta e decide che cosa farne.

Un agente IA può invece essere incaricato di perseguire un obiettivo attraverso più passaggi. Potrebbe, per esempio, controllare periodicamente le fatture ricevute, confrontarle con gli ordini e segnalare le anomalie all’amministrazione.

Il confine non è sempre netto perché molti assistenti stanno incorporando funzioni più autonome. Microsoft distingue, infatti, tra il modello in cui la persona lavora con un assistente, quello basato su gruppi composti da persone e agenti e quello nel quale l’essere umano stabilisce la direzione mentre il sistema esegue il processo.

Errori, privacy e responsabilità

Un agente autorizzato a utilizzare email, documenti e gestionali aziendali può accedere a una grande quantità di informazioni. Per questo motivo le imprese devono stabilire quali dati possa consultare, quali operazioni possa compiere e in quali casi debba richiedere l’intervento di una persona.

Un errore non controllato potrebbe propagarsi rapidamente. Un agente potrebbe utilizzare dati superati, interpretare male una richiesta, modificare una pratica oppure inviare un documento alla persona sbagliata. Nei sistemi più autonomi, gli errori possono diffondersi prima che un operatore riesca a intervenire.

Prima di affidare un processo a un agente IA, occorre quindi definire:

  • i limiti di accesso ai dati;
  • le operazioni che richiedono un’autorizzazione;
  • la registrazione delle attività compiute;
  • il responsabile della verifica;
  • la procedura da seguire in caso di errore.

La supervisione deve essere più rigorosa quando il sistema interviene su assunzioni, credito, salute, valutazione dei dipendenti o altre decisioni capaci di produrre conseguenze rilevanti sulle persone.

Il problema delle competenze

La diffusione degli agenti IA richiederà competenze diverse rispetto a quelle necessarie per utilizzare un normale programma. Non sarà sufficiente formulare una richiesta: bisognerà saper controllare le fonti, riconoscere un risultato inattendibile e comprendere quali dati il sistema stia utilizzando.

Anche dirigenti e responsabili dovranno imparare a individuare i processi che possono essere automatizzati senza compromettere qualità, sicurezza e diritti dei lavoratori. La formazione non dovrà riguardare soltanto gli specialisti informatici, ma tutte le persone coinvolte nelle attività interessate.

Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum stima che entro il 2030 diversi cambiamenti tecnologici, economici e demografici potrebbero favorire la creazione di 170 milioni di posti di lavoro e determinarne lo spostamento o la perdita di 92 milioni. Queste previsioni non dipendono esclusivamente dall’IA, ma mostrano quanto sarà importante aggiornare le competenze.

Come cambierà il lavoro d’ufficio

Gli agenti di intelligenza artificiale difficilmente produrranno lo stesso effetto in tutte le aziende. Molto dipenderà dal settore, dall’organizzazione interna e dalle decisioni degli imprenditori. Alcune imprese li utilizzeranno per affiancare i dipendenti; altre cercheranno di automatizzare intere procedure.

Le attività più standardizzate saranno probabilmente le prime a cambiare. Crescerà, allo stesso tempo, l’importanza delle competenze che una macchina fatica a sostituire: capacità di giudizio, negoziazione, creatività, responsabilità e comprensione delle esigenze delle persone.

La vera sfida non sarà introdurre il maggior numero possibile di agenti, ma stabilire dove siano realmente utili. La tecnologia potrà migliorare il lavoro d’ufficio soltanto se resteranno chiari gli obiettivi, i limiti e la responsabilità delle decisioni.

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