
L’ipertensione (pressione alta) aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. In Italia, quasi un adulto su tre ne soffre, a volte senza saperlo. Ma cosa si intende esattamente per pressione bassa, alta o normale? Come si misura la pressione sanguigna? A quale valore bisogna preoccuparsi? Ecco le risposte.
In Italia, quasi 15 milioni di persone soffrono di ipertensione. Secondo i dati dell’Istituto superiori di Sanità complessivamente il 31% della popolazione italiana è iperteso e il 17% è border-line. Come si fa a capire se la pressione sanguigna sia normale oppure no?
Quella che comunemente chiamiamo “pressione sanguigna” riflette la pressione esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie . Ad ogni battito cardiaco, il cuore pompa il sangue nelle arterie. Quando i muscoli delle pareti arteriose si contraggono, spingono il sangue in tutto il corpo. Ciò garantisce che gli organi ricevano l’ossigeno e i nutrienti necessari per il loro corretto funzionamento.
Questa pressione varia nel corso della giornata: il sangue esercita diversi gradi di pressione sulle pareti delle arterie. Diminuisce la sera, raggiunge il valore minimo durante il sonno e aumenta prima del risveglio. Durante il giorno, si adatta all’attività fisica.
Si raccomanda di sottoporsi a controlli regolari in età adulta, in pratica circa una volta all’anno.
Per misurare la pressione sanguigna esistono dispositivi elettronici chiamati misuratori di pressione, molto facili da usare. Questi permettono a chiunque di controllare la propria pressione a casa, in farmacia o talvolta anche al lavoro. Il risultato visualizzato dal dispositivo indica se la pressione sanguigna è normale o meno.
Quando il cuore si contrae e pompa il sangue, la pressione sanguigna raggiunge il suo valore massimo. Questa pressione, chiamata pressione sistolica, corrisponde al primo valore su un misuratore di pressione sanguigna. Quando il cuore si rilassa per riempirsi di nuovo di sangue, la pressione, chiamata pressione diastolica, raggiunge il suo valore minimo.
L’automonitoraggio della pressione sanguigna permette di ottenere diverse misurazioni in momenti diversi della giornata, per alcuni giorni. Si effettua a riposo, in un ambiente tranquillo: niente telefono, niente conversazioni animate e niente fumo (il tabacco aumenta la pressione sistolica di 10 millimetri di mercurio per 20 minuti dopo ogni sigaretta fumata).
È sufficiente posizionare il braccialetto intorno al braccio (la parte superiore del braccio è preferibile al polso, in quanto più affidabile) e premere il pulsante di accensione. Il braccialetto può essere a diretto contatto con la pelle o sopra un sottile strato di abbigliamento, come una maglietta.
Al termine della misurazione, il dispositivo visualizza due valori:

Come si misura la pressione?
La media di 12-18 misurazioni, effettuate autonomamente, non deve superare i 135/85 millimetri di mercurio (mmHg).
Se uno qualsiasi di questi due valori supera questi limiti, significa che il paziente sta aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.
Oggi, quando possibile, l’obiettivo è spesso quello di ridurre la pressione sanguigna al di sotto di 130/80 mmHg, soprattutto nei pazienti di età inferiore ai 65 anni.
I valori normali della pressione sanguigna differiscono tra quelli rilevati durante una visita medica e quelli rilevati nella tranquillità di casa. Possono variare da 10 a 20 mmHg di mercurio sotto l’influenza di stress e ansia, il noto “effetto camice bianco”.
Questi valori sono validi per tutta la vita, ma la pressione sanguigna sistolica aumenta con l’età. Pertanto, nelle persone di età superiore agli 80 anni, il valore medio da non superare è 145/85.
Il valore limite per l’adulto oltre il quale si parla di pressione alta è 140/901 se la misurazione viene effettuata nello studio medico e 135/851 se viene effettuata a casa. Più alta è la pressione sanguigna, maggiore è il rischio di malattie cardiovascolari.
Questi “picchi di pressione” sono più comuni nelle persone anziane: con l’avanzare dell’età, le arterie perdono elasticità. L’ipertensione è rara nei giovani adulti, ma la sua frequenza aumenta gradualmente, diventando molto elevata dopo i 65 anni, quando colpisce la maggior parte delle persone.
Le donne devono essere particolarmente vigili.
Le donne presentano un rischio maggiore di ipertensione in determinate situazioni:
L’ipertensione arteriosa si sviluppa senza causare sintomi evidenti. In modo silenzioso, accelera l’invecchiamento delle arterie, con conseguenze dannose per diversi organi vitali:
Un picco di pressione sanguigna richiede un intervento medico urgente solo se accompagnato da sintomi neurologici o cardiaci. In caso di paralisi, difficoltà respiratorie o dolore al petto, è fondamentale contattare i servizi di emergenza.
In alternativa, si consiglia di riposare fisicamente e mentalmente per circa quindici minuti. Questo è generalmente sufficiente per abbassare la pressione sanguigna. Nei giorni successivi all’episodio, è opportuno consultare nuovamente il medico per valutare la situazione e, se necessario, modificare la terapia antipertensiva.
La pressione sanguigna è considerata anormalmente bassa solo quando la pressione sistolica è inferiore a 90 durante il giorno. Tali valori vengono raggiunti naturalmente durante la notte, durante il sonno profondo. Talvolta, al risveglio, la pressione sanguigna è ancora leggermente bassa, causando vertigini. Se diminuisce passando dalla posizione seduta o sdraiata a quella eretta, si parla di ipotensione ortostatica. Questa condizione può causare vertigini e il rischio di cadute è concreto.
L’ipotensione ortostatica è più comune nelle persone anziane, nei diabetici e in coloro che soffrono di morbo di Parkinson. Quando ciò si verifica in una persona che assume farmaci per l’ipertensione, è opportuno consultare il medico per valutare una riduzione del dosaggio.
L”automonitoraggio della pressione sanguigna è raccomandato a partire dai 30 anni, una volta all’anno, soprattutto per le persone in sovrappeso, per coloro i cui genitori soffrono di ipertensione e per chi segue una dieta ricca di sale.
Per confermare una diagnosi di ipertensione arteriosa, è necessario effettuare tre misurazioni al mattino (20 minuti dopo il risveglio), a distanza di un minuto l’una dall’altra, e tre alla sera prima di coricarsi, per tre giorni. È possibile calcolare una media effettuando da 12 a 18 misurazioni. Utilizzando questa media, il medico curante può potenzialmente diagnosticare l’ipertensione arteriosa e, se necessario, iniziare il trattamento.






