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		<title>Accordo UE-Mercosur: rischi e opportunità per l’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniela Buonocore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 16:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’accordo UE-Mercosur apre nuovi mercati alle imprese italiane, ma solleva interrogativi su agricoltura, concorrenza e ambiente. L’accordo UE-Mercosur rappresenta una delle più importanti aperture commerciali concluse dall’Unione europea negli ultimi anni. Il progetto coinvolge Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e punta a ridurre dazi e ostacoli agli scambi con il mercato europeo. Per l’industria italiana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’accordo UE-Mercosur apre nuovi mercati alle imprese italiane, ma solleva interrogativi su agricoltura, concorrenza e ambiente.</strong></p>
<p>L’<strong>accordo UE-Mercosur</strong> rappresenta una delle più importanti aperture commerciali concluse dall’Unione europea negli ultimi anni. Il progetto coinvolge Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e punta a ridurre dazi e ostacoli agli scambi con il mercato europeo. Per l’industria italiana può significare nuove possibilità di esportazione, maggiore tutela per alcune eccellenze del Made in Italy e accesso più semplice agli appalti pubblici sudamericani. Accanto alle opportunità emergono, però, anche timori legati alla concorrenza agricola, alla capacità delle piccole imprese di affrontare il nuovo mercato e alle conseguenze ambientali.</p>
<h2>Accordo UE-Mercosur: le principali tappe</h2>
<p>Il percorso che ha portato all’accordo è stato lungo e caratterizzato da diversi passaggi politici e giuridici.</p>
<p>Il 6 dicembre 2024 l’Unione europea e i Paesi del Mercosur hanno raggiunto un accordo politico sul nuovo partenariato. Il 3 settembre 2025 la Commissione europea ha successivamente presentato al Consiglio due strumenti giuridici paralleli: l’<strong>EU-Mercosur Partnership Agreement (EMPA)</strong> e l’<strong>Interim Trade Agreement (iTA)</strong>.</p>
<p>Il 9 gennaio 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha autorizzato la firma dei due accordi, sottoscritti ufficialmente il 17 gennaio 2026 ad Asunción, in Paraguay.</p>
<p>Dal 1° maggio 2026 l’accordo commerciale provvisorio iTA ha iniziato a essere applicato nei rapporti tra l’Unione europea e i quattro Paesi sudamericani coinvolti.</p>
<p>La cronologia completa è disponibile nella <a href="https://policy.trade.ec.europa.eu/eu-trade-relationships-country-and-region/countries-and-regions/mercosur/eu-mercosur-agreement_en">pagina della Commissione europea dedicata all’accordo UE-Mercosur</a>.</p>
<h2>Firma, applicazione provvisoria e ratifica</h2>
<p>La firma del 17 gennaio 2026 non deve essere confusa con l’entrata in vigore definitiva dell’intero partenariato.</p>
<p>Con la firma, le parti hanno manifestato la volontà politica e giuridica di impegnarsi nel nuovo rapporto. L’iTA riguarda specificamente gli aspetti commerciali e permette di applicare provvisoriamente una parte dell’accordo in attesa del completamento delle procedure previste.</p>
<p>L’EMPA possiede invece una portata più ampia: oltre al commercio, comprende la cooperazione politica e istituzionale. Per entrare pienamente in vigore dovrà essere ratificato da tutti gli Stati membri dell’Unione europea.</p>
<p>Quando l’EMPA sarà definitivamente ratificato, sostituirà l’accordo commerciale provvisorio. Il <a href="https://www.consilium.europa.eu/en/infographics/eu-mercosur-trade/">Consiglio dell’Unione europea</a> conferma che l’iTA è applicato provvisoriamente dal 1° maggio 2026.</p>
<h2>Le opportunità per l’industria italiana</h2>
<p>Il valore degli scambi di merci tra Unione europea e Mercosur ha superato i 111 miliardi di euro nel 2024. L’eliminazione progressiva dei dazi potrebbe quindi offrire nuove opportunità alle imprese europee e italiane.</p>
<p>Tra i settori potenzialmente favoriti figurano:</p>
<ul>
<li>macchinari e apparecchiature industriali;</li>
<li>componentistica;</li>
<li>automotive;</li>
<li>prodotti chimici e farmaceutici;</li>
<li>moda e design;</li>
<li>prodotti agroalimentari di qualità.</li>
</ul>
<p>In precedenza, diverse merci europee erano soggette nei Paesi Mercosur a dazi elevati, che per alcune categorie industriali potevano raggiungere percentuali comprese tra il 14 e il 35%. La loro riduzione può rendere più competitivi i prodotti italiani, soprattutto nei mercati sudamericani caratterizzati da una crescente domanda di tecnologia e beni ad alto valore aggiunto.</p>
<p>Non significa, però, che export e occupazione aumenteranno automaticamente. I risultati dipenderanno dalla capacità delle aziende italiane di conoscere quei mercati, costruire relazioni commerciali e sostenere i costi necessari all’internazionalizzazione.</p>
<div id="attachment_1343" style="width: 1210px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1343" class="wp-image-1343 size-full" src="https://ilcontemporaneo.it/wp-content/uploads/2026/09/accordo-ue-mercosur-industria-italiana-1200x750-1.jpg" alt="Accordo UE-Mercosur e opportunità per l’industria italiana" width="1200" height="750" srcset="https://ilcontemporaneo.it/wp-content/uploads/2026/09/accordo-ue-mercosur-industria-italiana-1200x750-1.jpg 1200w, https://ilcontemporaneo.it/wp-content/uploads/2026/09/accordo-ue-mercosur-industria-italiana-1200x750-1-300x188.jpg 300w, https://ilcontemporaneo.it/wp-content/uploads/2026/09/accordo-ue-mercosur-industria-italiana-1200x750-1-1024x640.jpg 1024w, https://ilcontemporaneo.it/wp-content/uploads/2026/09/accordo-ue-mercosur-industria-italiana-1200x750-1-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p id="caption-attachment-1343" class="wp-caption-text">La riduzione dei dazi può favorire le esportazioni italiane di macchinari e componenti industriali verso i mercati sudamericani.</p></div>
<h3>Made in Italy e indicazioni geografiche</h3>
<p>Un’altra opportunità riguarda la protezione delle indicazioni geografiche europee.</p>
<p>Prodotti italiani come il Grana Padano e la Mozzarella di Bufala Campana potranno ricevere una maggiore tutela contro imitazioni e utilizzi impropri delle rispettive denominazioni.</p>
<p>Questo può rafforzare la riconoscibilità del Made in Italy e offrire nuove possibilità commerciali ai consorzi e alle aziende agroalimentari. La protezione dei nomi, tuttavia, dovrà essere accompagnata da controlli efficaci e da una strategia di promozione capace di distinguere i prodotti autentici dalle imitazioni.</p>
<h3>L’accesso agli appalti pubblici</h3>
<p>L’accordo dovrebbe facilitare anche la partecipazione delle imprese europee agli appalti pubblici nei Paesi Mercosur, con particolare interesse per il mercato federale brasiliano.</p>
<p>Per le aziende italiane potrebbero aprirsi opportunità nei settori delle infrastrutture, dei trasporti, dell’energia, delle tecnologie ambientali e dei servizi.</p>
<p>Le imprese più grandi e già internazionalizzate saranno probabilmente le prime a poter sfruttare questa apertura. Le piccole e medie aziende avranno invece bisogno di assistenza, reti commerciali e strumenti finanziari adeguati.</p>
<h2>Materie prime e diversificazione dei fornitori</h2>
<p>I Paesi del Mercosur possiedono risorse strategiche importanti per l’industria europea. Tra queste figurano il litio, utilizzato nelle batterie, e il niobio, impiegato nella produzione di leghe speciali e in diversi settori tecnologici.</p>
<p>L’accordo può contribuire ad ampliare il numero dei fornitori e a ridurre la dipendenza dell’Europa da un gruppo ristretto di partner commerciali.</p>
<p>Diversificare gli approvvigionamenti non significa eliminare la dipendenza dall’estero, né rendere automaticamente l’industria europea autosufficiente. Significa, piuttosto, distribuire i rischi e ridurre le conseguenze di eventuali blocchi, crisi geopolitiche o interruzioni delle catene di fornitura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I rischi per agricoltura e piccole imprese</h2>
<p>Accanto alle opportunità, l’accordo UE-Mercosur presenta anche rischi economici.</p>
<p>Una delle maggiori preoccupazioni riguarda l’ingresso nel mercato europeo di prodotti sudamericani come carne bovina, zucchero, miele ed etanolo. I costi di produzione più bassi potrebbero esercitare una forte pressione su alcuni comparti agricoli italiani ed europei.</p>
<p>Il problema riguarda soprattutto le aziende di piccole dimensioni, che potrebbero avere maggiori difficoltà nel confrontarsi con operatori capaci di produrre grandi quantità a costi inferiori.</p>
<p>L’accordo prevede contingenti, controlli e clausole di salvaguardia. Nel marzo 2026 il Consiglio dell’UE ha inoltre approvato un sistema destinato a proteggere i produttori europei in caso di aumenti delle importazioni tali da provocare gravi difficoltà al mercato.</p>
<p>Resta comunque necessario controllare l’andamento dei prezzi e delle importazioni, intervenendo rapidamente qualora singoli settori risultassero penalizzati.</p>
<h2>Accordo UE-Mercosur e rischi ambientali</h2>
<p>Un altro punto delicato riguarda l’ambiente.</p>
<p>Le preoccupazioni si concentrano sul rischio che una maggiore domanda di prodotti agricoli e materie prime possa aumentare la pressione sulla foresta amazzonica e su altri ecosistemi sudamericani. A questo si aggiungono le emissioni prodotte dal trasporto delle merci tra i due continenti.</p>
<p>L’accordo contiene impegni sulla tutela ambientale, sul rispetto dell’Accordo di Parigi e sullo sviluppo sostenibile. La loro efficacia dipenderà, però, dai sistemi di controllo, dalla trasparenza delle filiere e dalla possibilità di intervenire in caso di violazioni.</p>
<p>Non è quindi corretto affermare che l’accordo provocherà automaticamente un aumento della deforestazione. È invece necessario riconoscere il rischio e verificare che la crescita degli scambi commerciali non avvenga a discapito degli ecosistemi.</p>
<h2>Più autonomia, non autosufficienza</h2>
<p>L’obiettivo dell’accordo UE-Mercosur non è costruire un’Europa economicamente autarchica. L’industria europea continuerà ad avere bisogno di mercati esteri, materie prime e partner internazionali.</p>
<p>Il vantaggio della diversificazione consiste nel rendere gli approvvigionamenti più sicuri e nel ridurre la dipendenza da pochi fornitori.</p>
<p>Per l’Italia, l’accordo può diventare un’opportunità se sarà accompagnato da politiche capaci di sostenere le piccole e medie imprese, tutelare l’agricoltura e garantire il rispetto degli standard ambientali e sanitari.</p>
<p>Il vero risultato non dipenderà soltanto dall’aumento degli scambi. Dipenderà dalla capacità di trovare un equilibrio tra competitività, tutela delle produzioni italiane e sostenibilità.</p>
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