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	<title>biodiversità agricola Archivi - Il Contemporaneo</title>
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		<title>Capra orobica a Casargo e il futuro degli allevatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Di Nardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 13:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mostra di novembre riporta al centro una razza alpina e il lavoro necessario per conservarla, tra pascoli, formaggi e reddito delle aziende. A Casargo, in Alta Valsassina, la trentacinquesima Mostra regionale della capra orobica riporta l’attenzione su un patrimonio che dipende dal lavoro degli allevatori. Il comunicato del Consiglio regionale della Lombardia del 19 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcontemporaneo.it/capra-orobica-casargo-allevatori/">Capra orobica a Casargo e il futuro degli allevatori</a> proviene da <a href="https://ilcontemporaneo.it">Il Contemporaneo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La mostra di novembre riporta al centro una razza alpina e il lavoro necessario per conservarla, tra pascoli, formaggi e reddito delle aziende.</strong></p>
<p>A <strong>Casargo</strong>, in Alta Valsassina, la trentacinquesima Mostra regionale della <strong>capra orobica</strong> riporta l’attenzione su un patrimonio che dipende dal lavoro degli allevatori. Il comunicato del Consiglio regionale della Lombardia del 19 ottobre annuncia l’appuntamento di novembre e oltre 400 capi previsti. Dietro la manifestazione c’è una domanda che riguarda il futuro della montagna: come conservare una razza locale se alle aziende manca la possibilità di continuare ad allevarla?</p>
<h1>La capra orobica e le valli lombarde</h1>
<p>Le grandi corna che si allargano e si torcono verso i lati, il pelo lungo e i mantelli di colori diversi rendono l’Orobica riconoscibile. La <a href="https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/capra-orobica/">scheda del Presidio Slow Food</a> ne colloca la probabile origine in <strong>Val Gerola</strong>, nel Sondriese: l’isolamento geografico avrebbe contribuito a differenziarla dalle altre popolazioni caprine. Oggi il territorio di riferimento comprende anche la Valsassina, la Valvarrone, l’Alto Lario orientale e l’Alta Val Brembana.</p>
<p>La razza ha una duplice attitudine, da latte e da carne. Dal latte nascono lavorazioni differenti nelle diverse valli, tra cui il formagìn della Valsassina, il matuscin valtellinese e la roviola della Val Brembana. Questa varietà aiuta a capire il significato della conservazione: perdere una popolazione animale locale può impoverire anche l’insieme di conoscenze con cui una comunità produce e trasforma il cibo.</p>
<h1>La mostra e il lavoro di selezione</h1>
<p>Nel comunicato regionale la manifestazione organizzata dalla Pro Loco è presentata come occasione di incontro per allevatori, scuole e famiglie. Il numero di animali annunciato è una previsione per l’evento: <strong>non coincide con la consistenza complessiva della razza</strong>, né misura da solo la sua diffusione. Per capire come sta l’Orobica occorrono dati sugli allevamenti, sulle nascite e sul ricambio delle aziende.</p>
<p>La dimensione tecnica della mostra emerge anche dai resoconti degli organizzatori delle precedenti edizioni. L’<a href="https://www.aral.lom.it/notizie/news/casargo-grande-successo-per-la-mostra-regionale-della-capra-orobica-organizzata-con-aral/">Associazione regionale allevatori della Lombardia</a> registrò, per la trentaduesima edizione del 2023, 415 soggetti a catalogo provenienti da una trentina di aziende di quattro province. Sono dati storici, non iscrizioni del 2026, ma restituiscono la rete di imprese che si incontra attorno alla manifestazione.</p>
<p>Il confronto tra animali ha senso dentro un lavoro continuativo. Come spiega ARAL nella pagina sui <a href="https://www.aral.lom.it/servizi/controlli-funzionali/">controlli funzionali</a>, le informazioni produttive e riproduttive servono alla conservazione della biodiversità, alla selezione e alla valorizzazione delle produzioni. Una mostra rende visibile questo lavoro; la sua utilità si misura anche nella capacità di mantenere rapporti tra gli allevamenti durante il resto dell’anno.</p>
<h1>Pascoli e benessere animale</h1>
<p>Il Presidio Slow Food collega la tutela dell’Orobica alla permanenza degli allevatori sui pascoli. Nel modello descritto dal progetto, gli animali pascolano in primavera e in autunno, salgono in alpeggio d’estate e possono accedere a spazi aperti anche nel periodo invernale. La conservazione della razza passa quindi attraverso un sistema di gestione del territorio, oltre che attraverso la riproduzione dei singoli capi.</p>
<p>La parola tradizione, tuttavia, non basta a descrivere un allevamento ben condotto. Alimentazione, condizioni dei ricoveri, salute degli animali e qualità del latte richiedono competenze aggiornate. Il progetto <a href="https://sites.unimi.it/democapra/index.php/progetto/chi-siamo/">DEMOCAPRA dell’Università degli Studi di Milano</a>, avviato nel 2017 con ARAL e finanziato nell’ambito del PSR lombardo 2014–2020, ha affrontato proprio il rapporto tra gestione aziendale, <strong>benessere animale</strong> e sostenibilità. I suoi materiali restano un riferimento tecnico; il progetto non va confuso con un nuovo finanziamento aperto nel 2026.</p>
<div id="attachment_2627" style="width: 1210px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2627" class="wp-image-2627 size-full" src="https://ilcontemporaneo.it/wp-content/uploads/2026/10/casargo-valsassina-interna.jpg" alt="Veduta di Introbio e delle montagne della Valsassina" width="1200" height="675" srcset="https://ilcontemporaneo.it/wp-content/uploads/2026/10/casargo-valsassina-interna.jpg 1200w, https://ilcontemporaneo.it/wp-content/uploads/2026/10/casargo-valsassina-interna-300x169.jpg 300w, https://ilcontemporaneo.it/wp-content/uploads/2026/10/casargo-valsassina-interna-1024x576.jpg 1024w, https://ilcontemporaneo.it/wp-content/uploads/2026/10/casargo-valsassina-interna-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p id="caption-attachment-2627" class="wp-caption-text">Veduta di Introbio e delle montagne della Valsassina (Fonte: Wikimedia)</p></div>
<h1>Per conservare una razza servono aziende che reggano</h1>
<p>Quanto costa produrre un formaggio quando il latte arriva da un allevamento di montagna? La risposta cambia da impresa a impresa. Le <a href="https://sites.unimi.it/democapra/index.php/2020/04/22/schede-tecniche-la-sostenibilita-economica-dellallevamento-caprino/">schede sulla sostenibilità economica di DEMOCAPRA</a> invitano a ragionare sul bilancio aziendale e sui riferimenti economici del settore. Il prezzo finale acquista significato se viene messo in relazione con i costi e con il lavoro necessario a ottenere e vendere il prodotto.</p>
<p>Da qui passa anche la possibilità di affidare l’attività a una nuova generazione. Valorizzare l’Orobica può aiutare a rendere riconoscibile un’offerta locale, ma il richiamo alla biodiversità non garantisce automaticamente un reddito. Per valutare il futuro della filiera occorre distinguere le presenze alla fiera dalla continuità delle vendite e dalla capacità delle aziende di investire. Il successo di un fine settimana è un segnale di interesse, non un conto economico.</p>
<h1>Cosa sapere sulla manifestazione di novembre</h1>
<p>Il comunicato sui patrocini indica per la mostra il periodo <strong>13–15 novembre 2026</strong>, con attività formative rivolte anche alle famiglie. Per orari, modalità di visita e articolazione delle singole giornate, il riferimento resta il programma definitivo degli organizzatori, da seguire attraverso il <a href="https://www.comune.casargo.lc.it/">Comune di Casargo</a>. Le fotografie delle passate edizioni documentano la storia della manifestazione e non anticipano i partecipanti di quest’anno.</p>
<p>Visitare Casargo può essere l’occasione per conoscere chi alleva e chiedere come viene trasformato il latte, dove si acquistano i prodotti e quali difficoltà incontra l’azienda. È nel rapporto con questi produttori che la tutela della razza acquista una prospettiva concreta. Il futuro dell’Orobica dipenderà dalla possibilità di continuare a lavorare in quelle valli anche quando i recinti della mostra saranno stati smontati.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://ilcontemporaneo.it/crespi-adda-villaggio-operaio-unesco/">Crespi d’Adda, il villaggio operaio che parla al presente</a>.</p>
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